Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia
La nostra rivista

Richiamati...alla memoria!
L'istituto è anche
Social network
sabato 18 marzo 2017
Le formazioni partigiane dei GAP tra città e campagna: Milano e Reggio Emilia

                           

Giovedì 6 aprile, ore 17.45
Biblioteca "Ettore Borghi" via Dante 11, Reggio Emilia

Intervengono:
Luigi Borgomaneri, storico, autore di "Li chiamavano terroristi. Storia dei Gap milanesi (1943-1945)", Unicopli 2015

Giglio Mazzi, partigiano dei GAP reggiani autore di "Non eravamo terroristi", Istituto Cervi, 2016

Conduce Mariachiara Conti, Istoreco, autrice del saggio "Guerra in pianura. I Gruppi di azione patriottica (gap) a Reggio Emilia" (RS-Ricerche Storiche n. 118)
Scarica il volantino


Dalla recensione di Mariachiara Conti (“RS-Ricerche Storiche” n. 123/2017 in uscita): «Il lavoro di Borgomaneri ha il merito di rimettere finalmente in discussione una rappresentazione “mitologica” ed “eroica” dei Gap, tramandata dalla mitopoietica resistenziale, e di restituire una storia molto più problematica e sfaccettata sia della ricezione in periferia della linea politica del Partito comunista che delle storie personali dei diretti protagonisti. Il libro, diviso in quattro nuclei tematici e cronologici, affronta il complesso passaggio che costrinse la Federazione comunista milanese a dover accettare il terrorismo come uno metodo utile per innescare la lotta armata e trasformarla in lotta di massa: la classe dirigente locale, fortemente operaista, accettò con fatica l’utilizzo di uno strumento di lotta così estraneo alla tradizione del movimento operaio, da sempre più incline alla lotta di massa organizzata, e si rivelò in gran parte impreparata per svolgere le mansioni che un tipo di resistenza di questo tipo comportava...»

Luigi Borgomaneri: dal 1976 è ricercatore e collaboratore della Fondazione Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea (ISEC) di Sesto San Giovanni. Oltre a saggi sulla lotta partigiana e sul rapporto tra classe operaia e Pci clandestino a Milano, ha pubblicato "Due inverni, un'estate e la rossa primavera. Storia delle Brigate Garibaldi a Milano e provincia 1943-1945" (Angeli, 1985, 1995ª edizione ampliata); Hitler a Milano. I crimini di Theo Saewecke capo della Gestapo (Datanews, 1997); Lo straniero indesiderato e il ragazzo del Giambellino. Storie di antifascismi (Archetipo, 2014) e ha curato Crimini di guerra. Il mito del bravo italiano tra repressione del ribellismo e guerra ai civili nei territori occupati (Guerini, 2006).


Dalla recensione di Giovanni Guidotti (“RS-Ricerche Storiche” n. 123/2017 in uscita): «“Volevo riprendere il filo della nostra esistenza, dove almeno il rispetto per il nostro passato, e per i sacrifici e il sangue versato per il bene del Paese, fosse un fatto acquisito e fuori discussione”. Questa pregnante affermazione di Giglio Mazzi (nome di battaglia “Alì”) è il motivo ispiratore di Non eravamo terroristi, opera atipica nel panorama della storiografia resistenziale, per struttura e contenuto, che scaturisce da due esigenze: da un lato, l'urgenza d'un protagonista della guerra di liberazione di consegnare la propria testimonianza se non al futuro, almeno al presente; dall'altro, il bisogno di comprendere ed elaborare quell'esperienza da parte delle generazioni successive, sia dei figli, sia dei nipoti di partigiani».

Giglio Mazzi: nasce a Campogalliano di Modena il 18 febbraio 1927. Di famiglia operaia e molto povera, è spesso costretto a seguire i genitori negli spostamenti tra il forese reggiano e quello modenese, fino a stabilirsi definitivamente a Reggio Emilia nei primi anni ’30. Mentre Giglio cresce nell’indigenza, conseguendo il diploma di avviamento professionale, arriva la guerra, l’armistizio, l’occupazione tedesca e la Resistenza, cui Giglio aderirà giovanissimo, nel luglio 1944, prima nella Brigata SAP e successivamente inquadrato nel Distaccamento GAP “Katiusca”, attivo nella zona est della Via Emilia a ridosso della città, dove la famiglia era sfollata per i bombardamenti su Reggio Emilia, tra Castellazzo, Rubiera e la pedecollina.
Ferito in battaglia in una drammatica azione nel capodanno del 1945, proseguirà dopo la convalescenza l’esperienza partigiana di prima linea fino alla Liberazione, nella 37a Brigata GAP “Vittorio Saltini”.
Alla fine della guerra, Giglio Mazzi viene inserito nel Corpo di Pubblica Sicurezza Ausiliaria presso la Questura di Reggio, dalla quale uscirà dopo la sistematica epurazione degli ex partigiani dal corpo di Polizia, a partire dal 1947.
Successivamente si iscrive al Partito Comunista e guida la sezione dell’ANPI di Villa Ospizio per circa trent’anni. Diventa ragioniere nel 1950 e consegue la laurea in Economia e Commercio nel 1954. È stato dirigente nel movimento Cooperativo per oltre 15 anni. Continua tutt’ora la professione di consulente finanziario.

Mariachiara Conti: è dottore magistrale in Scienze storiche all’Università degli Studi di Bologna ed è dottoranda all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale dove sta portando avanti una ricerca sui Gruppi di azione patriottica durante la Resistenza in Italia. Ha pubblicato "Guerra in pianura. I Gruppi di azione patriottica (Gap) a Reggio Emilia", in «RS-Ricerche storiche», 118 (2014) e "Resistere in città: i Gruppi di azione patriottica, alcune linee di ricerca" in «Percorsi Storici», 3 (2015).

Gli uffici sono aperti dal lunedì al venerdì mattina dalle 08.30 alle 13.00;
martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00.

Istoreco è in via Dante, 11 - 42121 Reggio Emilia
Tel. : 0522 437327 - 442333 - Fax. : 0522 442668 - Email: staff@istoreco.re.it
C.F. 80011330356

A cura della redazione web di Istoreco

Istoreco - Sito web dell'Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea
Copyright by Istoreco