Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia
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Calendario eventi

venerdì 03 febbraio 2017 - h. 17:00
Presentazione del transito e del conflitto. Bambini e adolescenti tra guerre e dopoguerra 1939 - 2015
sabato 04 febbraio 2017 - h. 17:00
Tutti a casa! L’8 settembre nel cinema italiano
Iniziativa nell'ambito della mostra "I soldati che dissero NO. Storie di deportazione a Reggio Emilia dopo l’8 settembre 1943"
sabato 11 febbraio 2017 - h. 15:30
sabato 25 febbraio 2017 - h. 10:30
Una città per la Pace. Ricordo dell’eccidio di Mario Baricchi e Fermo Angioletti
sabato 11 marzo 2017 - h. 11:00
Dalla piccola alla grande repubblica: gli Steiner e la Resistenza
sabato 18 marzo 2017 - h. 11:00
L’arte di ricordare: gli Steiner per il museo-monumento di Carpi e altri luoghi di memoria
giovedì 23 marzo 2017 - h. 16:00
Corso di formazione per docenti aperto alla cittadinanza "La Storia va in scena"
Primo incontro: "La messa in scena della Storia"
venerdì 24 marzo 2017 - h. 16:30
Viaggio in bici: Selvino - Reggio Emilia - Gerusalemme
venerdì 24 marzo 2017 - h. 17:45
Fiaccole e cornamuse
martedì 28 marzo 2017 - h. 16:00
Corso di formazione per docenti aperto alla cittadinanza "La Storia va in scena"
Secondo incontro: "Italiani brava gente"
giovedì 06 aprile 2017 - h. 17:45
Le formazioni partigiane dei GAP tra città e campagna: Milano e Reggio Emilia
sabato 22 aprile 2017 - h. 16:30
Presentazione archivio ANCR e nuovo sito web Memorie dal '900" a Correggio
martedì 09 maggio 2017 - h. 09:30
Il labirinto del mondo. Gli intricati sentieri delle memorie familiari
sabato 20 maggio 2017 - h. 16:30
Breve storia della fotografia sudafricana
venerdì 02 giugno 2017 - h. 11:00
Tina Anselmi donna della Repubblica "sempre prima"
Presentazione del libro "Storia di una passione politica" di Anna Vinci
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Data selezionata: sabato 11 febbraio 2017     
sabato 11 febbraio 2017 - h. 15:30
Biblioteca "Ettore Borghi" - Istoreco



A cura di Alessandro Cattunar, Stefan Čok

Le foibe si configurano come un importante punto di frattura interpretativo non solo
sul piano storiografico, ma anche – e soprattutto – nel più ampio dibattito pubblico. La stessa parola foibe ha ormai assunto un forte valore simbolico e paradigmatico,
diventando un termine ‘ombrello’ – usato in maniera quasi sempre generica, impropria o quantomeno imprecisa – utile ad identificare un’intera fase storica. In Italia, infatti, tanto nelle discussioni pubbliche quanto nella vulgata, le complesse vicende dell’area di confine nel dopoguerra – dalla liberazione alla nascita della frontiera – sembrano spesso ridursi unicamente alla «questione delle foibe». Per evitare tale semplificazione è utile riflettere – come indicato anche dal testo della legge che istituisce la commemorazione – sulla più complessa vicenda della Venezia Giulia e del Litorale adriatico, a partire dall’affermazione del cosiddetto «fascismo di confine» fino alla definizione della frontiera nel 1947 (a Gorizia) e nel 1954 (a Trieste).

Il punto di partenza del nostro racconto sarà proprio una fotografia scattata il 15
settembre 1947. Sulla sinistra un ragazzo è seduto su una cassa di legno, fuori dalla porta sul retro della sua abitazione, e guarda in macchina. Sulla destra dell’immagine vediamo una stalla. Al centro una mucca sta attraversando il cortile. Sotto di lei una linea bianca taglia a metà l’area. La bestia, che ha due zampe da una parte della linea e le altre due dall’altra sembra indecisa... meglio restare in Italia avventurarsi verso la stalla che in Jugoslavia?

Si tratta di un’immagine forte, che immediatamente riesce a riassumere le forzature e le conseguenze dei processi di definizione (e ridefinizione) di un confine. Come si è giunti a quella linea? Chi ne decise il tracciato? Come reagì la
popolazione? Quali furono le conseguenze sul territorio? Si tratta di alcune delle
domande a cui cercheremo di dare risposte (sempre al plurale) focalizzando l’attenzione sui percorsi di vita individuali, sui modi in cui le persone e le diverse
comunità vissero e percepirono gli eventi: le emozioni, le motivazioni, gli stati d’animo, le valenze simboliche che spinsero all’agire (o al non agire).

Per approfondire questi aspetti si proporrà un’analisi in cui immagini e parole
procederanno di pari passo, svelandosi e completandosi vicendevolmente nel
tentativo di restituire la complessità della vicenda del confine italo-jugoslavo attraverso un percorso che toccherà alcune dei principali snodi della storia del Novecento: dall’ascesa del fascismo allo scoppio della guerra, dall’8 settembre alla “doppia liberazione” della Venezia Giulia.
Nell’analisi di una fase storica segnata da molteplici traumi e violenze, ci faranno da guida le interviste ai testimoni – italiani e sloveni, di ogni appartenenza politica e sociale – attraverso cui cercheremo di mettere in luce anche «i punti di vista degli altri». Si tratta di racconti di vita da cui si evince l’impossibilità di giungere ad una «memoria condivisa» – termine di cui si è spesso abusato e su cui raramente ci si è soffermati a riflettere con attenzione – e si nota piuttosto l’utilità e la necessità di conservare, ascoltare e confrontarsi apertamente con le memorie divise e diverse.

L’intervento si focalizzerà poi sui molteplici “usi pubblici” della storia di questa linea e delle violenze che si sono perpetrate nel periodo della sua definizione. Memorie
contese, monumenti e cerimonie in contrasto tra di loro, discorsi pubblici in cui storia ed esigenze politiche si intrecciano: questioni che saranno affrontate con l’intento di indagare l’identità complessa di un territorio di confine e il ruolo che la “public history” si è ritagliata nelle dinamiche storico-politiche degli ultimi decenni.

L’intervento prenderà spunto dal libro:

Alessandro Cattunar, Il confine delle memorie. Racconti di vita e narrazioni pubbliche tra Italia e Jugoslavia (1922-1955), Milano, Mondadori Education, 2014

Verranno proiettate videointerviste conservate nell’Archivio della memoria dell’area di confine:
www.stradedellamemoria.it

Verranno proiettate immagini che fanno parte del Museo diffuso dell’area di confine:
www.topografiedellamemoria.it

ALESSANDRO CATTUNAR

NOTE CURRICOLARI

Alessandro Cattunar (Gorizia, 1983) è dottore di ricerca in Storia Contemporanea (Istituto Italiano di Scienze Umane) e attualmente è borsista all’Università di Padova. Dopo la Laurea triennale in Discipline del cinema e la Laurea specialistica in Storia d’Europa presso l’Università di Bologna ha conseguito un titolo di perfezionamento in “Media education: media, storia, cittadinanza” presso l’Università Cattolica di Milano.
Le sue ricerche si focalizzano sulle problematiche della memoria e dell’identità nelle zone di confine, sull’analisi delle fonti orali e sul rapporto tra ricerca storica e media. Su questi temi ha pubblicato con Mondadori education il volume “Il confine delle memorie Racconti di vita e narrazioni pubbliche tra Italia e Jugoslavia (1922-1955)” e diversi saggi in volumi collettivi e sulle riviste “Quaderni storici”, “Italia Contemporanea”, “Storicamente”, “Acta Histriae”, “Memoria/memorie”, “Città e storia”, “Diacronie. Studi di storia contemporanea”.
È presidente dell’Associazione Quarantasettezeroquattro con cui sta sviluppando numerosi progetti di ricerca ed educativi focalizzati sulla storia del Novecento nell’area di confine tra Italia e Slovenia. È curatore e responsabile dei progetti “Archivio della memoria dell’area di confine” e “Topografie della memoria. Museo diffuso dell’area di confine”. Ha collaborato con l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione di Trieste, con l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione di Udine, con l’Istituto storico di Torino (ISTORETO) e con il settore audiovisivi dell’Istituto storico Parri di Bologna.
 
sabato 11 febbraio 2017 - h. 16:00
Incontro con Giuliano Pontara
 
Sala degli Affreschi, Villa Cougnet, via Adua



Il filosofo della nonviolenza presenta il suo nuovo libro “Quale pace?”, intervistato da Lucia Braghiroli e Marco Marzi.

Saluto di Serena Foracchia, Assessore alla Citta internazionale

A seguire, inaugurazione della mostra “Senza Offesa. Strategie di opposizione nonviolenta”, a cura del Movimento Nonviolento
(la mostra sarà visitabile fino a sabato 25 febbraio dal lunedì al venerdì dalle 14.40 alle 19 e il mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 12.30)

Scarica la locandina




 

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