03 – Reggio Emilia
Sappisti asportano materiale bellico dalla stazione ferroviaria.

06 – Praticello (Gattatico) 
Partigiani della pianura assaltano il presidio della GNR e dell’Aeronautica a Praticello. Ifascisti rastrellano il paese, arrestando 31 persone e uccidendone 3 (i partigiani Aminto e Ovidio Gennaroli e il “civile” Dante Manfredi).

07 – Scandiano
I partigiani effettuano la distruzione di una arcata del ponte stradale e ferroviario sul Tresinaro, presso Scandiano.

13 – Il “messaggio Alexander” recava tra l’altro: “Patrioti, la campagna estiva è finita ed ha inizio la campagna invernale. Il sopravvivere della pioggia e del fango inevitabilmente significa un rallentamento del ritmo della battaglia. Quindi le istruzioni sono come segue: 1) cesserete per il momento operazioni organizzate su casta scala; 2) conserverete le vostre munizioni e vi terrete pronti per nuovi ordini; 3) ascolterete il più possibile il programma “Italia combattente” trasmesso da questo Quartiere Generale in modo da essere al corrente di nuovi ordini e cambiamenti di situazioni. Ecc…”. Le operazioni sarebbero riprese in primavera. Diffusione del “messaggio Alexander” a mezzo radio.
– Il triumvirato Insurrezionale Nord Emilia (TINE) prese posizione alla fine di novembre ‘44. Era un organismo di Partito collegato con la Direzione del PCI per l’Alta Italia, con sede a Milano. I relativi collegamenti erano mantenuti da un servizio di staffette. I dirigenti comunisti reggiani erano perciò spesso aggiornati sulle iniziative che venivano adottate in sede nazionale e potevano agire tempestivamente in provincia. Fu il TINE a creare la Delegazione Militare Nord-Emilia che mancava, designando a dirigerla il proprio stesso dirigente Emilio Suardi “Verdi”; successivamente col nuovo nome di Comando Militare Nord-Emilia venne diretto dal gen. Mario Roveda “Marcello”, ed ebbe una veste unitaria.

17 – Legoreccio 
Nazifasciti attaccano di sorpresa il Distaccameto “F.lli Cervi” a Legoreccio (Val d’Enza): 18 partigiani uccisi subito dopo la cattura (Armando Del Bue, Lino Grossi, Giuseppe Sempreverdi, Guido Croci, Carlo Montiò, Giulio Telani, Giuseppe Romei, Albino Re Argenio Bertucci, Eugenio Ferretti, Bruno Fiorini, Sandro Torquato Mecchetti, Mario Carlini, Fioravante Romagnani, Olten Berretti, Giuseppe lattici, Giovanni Attolini, Fortunato Semplici). e altri 6 più tardi Ciano d’Enza e altrove (Arturo Gambuzzi, Giuseppe Bregni, Ido Beltrani, Guido Conti, Andrea Pallai, Angelo Luciano Tondelli).

18 – Novellara
I tedeschi, dopo averlo torturato per tre gironi, uccidono il dirigente sappista Andrea Zavaroni, ignorando la proposta partigiana di scambiarlo con quattro loro camerati i quali vengono fucilati

19 – Pieve Modolena-Cavazzoli
Come rappresaglia al ferimento di un milite avvenuto nel pomeriggio, i fascisti arrestano 4 patrioti a Pieve Modolena e li fucilano presso Cavazzoli Nord (Giuseppe Carri, Fausto Franchini, Prospero Bertani e Adalgiso Guardasoni. Dei quattro, solo quest’ultimo organizzato nel movimento di liberazione). Sono arrestano poi altri 12 giovani a Roncocesi.

20 – Rabona, Monte Caio 
Una colonna di nemici, sempre di notte, si porta a Rabona (Val d’Enza) ove accantonato il Distaccamento Amendola. I garibaldini riescono a spezzare l’accerchiamento a prezzo di sacrifici: 4 morti sul posto, 1 ferito, 4 prigionieri che saranno fucilati pi tardi (periscono subito Artemio Gombia, Erasmo Tomcelli, Giovanni Vecchi e Vittorio e Prandi. Vengono fucilati lo stesso giorno dopo la cattura a Ramiselo, Carlo Teggi, Erio Tondelli, Silvio Ferrari. Morir a Mauthausen il 20-4-45 il Commissario Aroldo Montanari). L’azione nemica prosegue e si allarga. Un Battaglione garibaldino attraversa l’Enza e si porta nel parmense, ma anche qui sono in corso operazioni nemiche. In particolare la zona del Monte Caio viene rastrellata metro per metro. Perdono la vita 6 garibaldini reggiani (Daniele Fontana, Alviso Carpi, Giambattista Trolli, Ivo Bigi, Camillo Pezzarossa, Alberto Tondelli. Benvenuto Tondelli, fratello del primo, catturato nel Parmense, viene fucilato probabilmente a Ramiseto), alcuni russi (Cadono anche il russo Gregorj ed un suo compagno, studente in medicina o dottore. Vengono catturati pure Culiabo Pietro, ucraino, a Gallus Alex di Kuban. I tedeschi li inviano di fronte ad un Tribunale militare e di loro non si saprà più nulla) e numerosi altri partigiani e civili della provincia di Parma.
– Alcuni gappisti, sulla strada Correggio-Carpi, attaccano una vettura provocandone Fincendio. In seguito a successiva sparatoria 4 squadristi della Brigata nera rimangono uccisi. Immediato rastrellamento della zona da parte di forze nazifasciste che bruciano due case e saccheggiano un caseificio. In un tentativo di contro-rappresaglia, i partigiani riportano le perdite di 1 morto e 1 ferito.

21 – Il C.L.N. Prov., in una sua lettera diretta ai Comandi militari, rileva la necessità di estendere e intensificare la guerriglia proprio nei mesi invernali. La risposta conclude le polemiche sorte in seno ai Comandi a proposito del messaggio di Alexander. Non un reparto reggiano ha varcato le linee del fronte.

22 – Sant’Ilario
Rastrellamento tedesco. Arrestati 34 uomini, 7 dei quali saranno deportati.

23 – Reggio Emilia
I fascisti scoprono una organizzazione sappista e arrestano 14 persone tra cui vari agenti di PS.

24 – In seguito alla uccisione di un ufficiale fascista, il Capo della provincia ordina l’anticipazione del coprifuoco alle ore 19 e la chiusura dei locali pubblici di Reggio alle ore 18,30.

25 – Succiso 
Puntata tedesca a Succiso: 6 partigiani e 1 civile uccisi (periscono a Succiso il giorno 25: Elia Torri, Renato Valentini, Elio Celestrini, Paolo Antonio Torri, Felio Pietrelli e il civile Aristide Bragazzi. Ulderico Miselli, Comandante del Dist. Amendola , viene catturato e fucilato a Ciano il giorno 27).

26 – Pieve Modolena
Rastrellamento fascista a Pieve Modolena. Fermo di 29 persone.

28 – Bassa reggiana e modenese
– Iniziano gli arresti di dirigenti provinciali della Resistenza. Il primo è Angelo Zanti, del Comando Piazza, ufficiale di collegamento tra le formazioni reggiane ed il Comando Nord Emilia. Vengono arrestati subito dopo altri dirigenti dello stesso Comando: il cap. Adriano Oliva, Luigi Ferrari, Paolo Davoli, Carlo Calvi, Gino Prandi. Sono indiziati inoltre tutti i componenti del CLN prov, vari dirigenti politici e militari. Il movimento è paralizzato al vertice.
– Inizio di un grande rastrellamento nazifascista nella Bassa reggiana e modenese. Le operazioni durano sino al 3 dicembre. Vengono rastrellate le zone di Rolo, Fabbrico, Rio Saliceto, Correggio, S. Giovanni della Fossa nel reggiano e molte altre località della vicina provincia, per un totale di 170-200 km. quadrati. Nel reggiano vengono fermati centinaia di renitenti e uccisi 6 operai (Guerrino Luppi, Andrea Decimo Davoli, Amos Vecchi, Armando lotti. Lauro Bas Cattini e Costantmo Cavazzoni).
II Distaccamento SAP di Rio Saliceto, si porta nel modenese partecipando, in zona S. Martino-Limidi-Fossoli, ad un forte combattimento che vede impegnati i patrioti locali.
II Distaccamento SAP di Rio Saliceto, si porta nel modenese partecipando, in zona San Martino-Limidi-Fossoli, ad un forte combattimento che vede impegnati i patrioti locali.
Novembre. Tra i giorni 17 e 25, patrioti della pianura, sabotando i raduni bestiame indetti dai nazifascisti, uccidono 65 capi destinandone la carne alla popolazione, ed altri 45 ne mandano alle formazioni partigiane della montagna.