01 – San Prospero di Correggio
Nel corso del rastrellamento, vengono uccisi 6 giovani presso S. Prospero di Correggio.

02 – Reggio Emilia
I partigiani attaccano e disarmano il presidio della GNR a Villa Cadè.

07 – Firma dei protocolli di Roma tra CLNAI e gli Alleati completati il 26 dicembre dagli accordi tra CLNAI e governo italiano. … il riconoscimento ufficiale del massimo organo della Resistenza che ottiene la delega per esercitare funzioni di governo nel nord occupato.

08 – Boretto
Sabotata dai sappisti la ferrovia.

11 – Reggio Emilia
Alle ore 17, gappisti, alla periferia di Reggio, si scontrano con una pattuglia fascista che riporta le perdite di 2 morti e 3 feriti.

12 – Si costituisce il secondo governo Bonomi. Con la crisi del precedente dicastero Bonomi, il CLN perde la sua centralità politica; anche il nuovo governo nasce al di fuori delle consultazioni interne al CLN. Ne fanno parte Rodinò e Togliatti, vicepresidenti, Brosio, ministro senza portafoglio, De Gasperi agli esteri, i democristiani Tupini alla giustizia e Gronchi al commercio e lavoro, Pesenti (PCI) alle finanze, Gullo (PCI) all’agricoltura, Scoccimarro (PCI) all’Italia occupata, i liberali Solieri, al tesoro, Casati e Arangio Ruiz, rispettivamente alla guerra e alla pubblica istruzione. L’ammiraglio De Courten viene riconfermato alla marina. I Socialisti e azionisti ne restano fuori per protestare contro il veto alleato a Sforza come ministro degli esteri.

13 – Viene catturato ed inviato presso il carcere partigiano della montagna il comandante del distretto militare di Reggio Emilia, ten. col. Francesco Battaglia.

16 – Reggio Emilia
Asportazione e parziale distribuzione ai civili, di 2500-3000 forme di grana destinate ai tedeschi. L’asportazione è attuata dai sappisti senza incidenti.

– Bassa reggiana
Vari distaccamenti sappisti operanti contemporaneamente, vuotano nottetempo un immenso magazzino di formaggio perché il prodotto destinato ai tedeschi. Vengono asportate, nascoste o distribuite alla popolazione, dalle 2500 alle 3000 forme. Tutto si svolge senza incidenti nonostante la complessità dell’operazione. Su imposizione dei sappisti, il Commissario prefettizio di Campagnola distribuisce ai civili 20 kg. di grano a testa. Tre patrioti, allontanata con uno stratagemma la pattuglia di guardia ad un deposito provvisorio di vino presso Boretto, precipitano nel Po 150 botti di vino che dovevano essere traghettate.
– Presso Campagnola, sappisti e gappisti catturano 7 tedeschi e 1 polacco. Feriti nell’azione 1 tedesco, il polacco e 1 sappista. I prigionieri tentano poco Un dopo la fuga assalendo i sappisti di scorta. Pertanto vengono fucilati i tedeschi, mentre il polacco, risultato incolpevole, viene nascosto e curato in una casa di latitanza.

17 – Villa Sesso (Reggio Emilia)
Circa 170 fascisti, nottetempo, rastrellano parzialmente Villa Sesso ido; ove, tra l’altro, fucilano 4 giovani (Alfeo Manfredi, Franco Ferrari, Emidio Ferrari e Angiolino Orsini)

18 – Traghettino (Castelnuovo Sotto) 
Alcuni gappisti recuperano da un magazzino tedesco presso Traghettino 19 quintali di tabacco in foglie, che viene messo a disposizione dell’Intendenza partigiana.

19 – Villa Sesso (Reggio Emilia) 
I patrioti fucilano a Sesso 6 delatori, in parte coinvolti nell’eccidio dei 4 giovani.
Scrive A. Zambonelli «I sei uccisi nella sera del 19.XII.1944 sono: Bruno Poli, gerarca del pnf locale, iscritto al pfr; Cirino Miraglia, agente di polizia; Cirino Valenti cugino del Miraglia, e come lui originario di San Fratello (ME), coniugato con una signora della villa proprietaria terriera; Umberto Orlandini, fascista dal marzo 1921, squadrista, segretario del fascio locale dal 1940 al 1943; le due figlie di Orlandini Paola di 15 anni e Ivana di 20. La relativa reticenza delle fonti resistenziali rispetto alla uccisione dei sei deriva senz’altro dal fatto che anche le due ragazze furono inopinatamente coinvolte nell’azione. Secondo una fonte orale locale, ma non testimone diretto uno dei supposti partigiani (tutti a volto scoperto ed in divisa della gnr e che in quanto ritenuti militi fascisti avevano avuto dai quattro uomini informazioni decisive circa la rete di spionaggio antipartigiano in loco) venne riconosciuto e chiamato per nome da una delle due ragazze. A quel punto i finti militi della GNR si sarebbero trovati costretti a procedere all’esecuzione sommaria probabilmente non prevista, di tutti i presenti. Tant’è che la moglie dell’Orlandini che si trovava in una stanza al piano superiore – come leggiamo nel “Solco Fascista” del 22.XII.1944- fu invece risparmiata benché i finti militi fossero ben consapevoli della sua presenza» («Ricerche storiche» n.74/75, dicembre 1994, nota 4).
– Gonzaga (Mantova)- Bassa reggiana
Quaranta gappisti e sappisti partecipano, assieme a patrioti modenesi e mantovani, al combattimento di Gonzaga contro presidi locali tedeschi e fascisti. Risultato: decine di perdite nemiche, liberazione di 300 prigionieri politici, distruzione di vari automezzi. Perdite partigiane: 2 morti di cui uno di nazionalit russa (Alessandro, appartenente alla squadra SAP di Reggiolo).

– CLN Provinciale
Il C.L.N. scrive al C.U. raccomandando di evitare dissidi tra Garibaldini e Fiamme Verdi causati da parzialità di trattamento nella distribuzione del materiale aviolanciato. Il Comando Unico risponde che il comando delle FF.VV. aveva “voluto un po’ troppo sfruttare il tacito aiuto” della Missione inglese ed era stato pi volte richiamato.

20 Gappisti e sappisti, dopo aver provocato il deragliamento di un treno e il danneggiamento della locomotiva, pongono in fuga la scorta armata. Vengono asportati dal treno, col concorso della popolazione, 16 q.li di zucchero.
– Villa Sesso (Reggio Emilia) 
Nuovo rastrellamento a Villa Sesso. Nelle prime ore circa 180 uomini invadono il paese: effettuano numerosissime perquisizioni domiciliari, 432 fermi, 57 arresti e 14 fucilazioni. Muoiono tra gli altri Virginio Manfredi con 3 dei suoi figli mentre un quarto era stato fucilato il giorno 17. Vengono |fucilati inoltre Ferdinando Mi selli ed uno dei suoi figli, mentre un secondo era stato fucilato a Ciano qualche tempo prima (Vengono fucilati il giorno 20: Virginio Manfredi, Gino Manfredi, Aldino Manfredi, |Guglielmo Manfredi, Ferdinandi Miselli, Remo Miselli, Effrem Conforti, Domenico Tosi, Spartaco Davoli, Emore Veronesi, Domenico Catellani, Aldo Corradini, Umberto Pistelli, tutti da Sesso, e Loris Simonazzi da Castelnuovo Sotto).
– Cerredolo dei Coppi – Ciano d’Enza
Garibaldini attaccano, presso Cerredolo dei Coppi (nei pressi di Vercallo), una vettura. Due nemici rimangono uccisi ed altri tre si salvano con la fuga. Uno dei morti il cap. Seifert, comandante delle Scuole antiribelli dell’Emilia (una delle quali a Ciano). Vengono recuperati documenti importantissimi appartenenti al servizio informazioni tedesco. Per rappresaglia i tedeschi di Ciano uccidono sul luogo dello scontro, nei giorni 21 e 23, ben 12 ostaggi prelevati dalle loro carceri (fra i nomi, in parte ignoti di coloro che cadono nell’eccidio, figurano quelli dei partigiani: lones Del Rio, Arturo Gambuzzi, Oliviero Bernieri, Ermete Conti, Severino Uguzzoli, Ernesto Spallanzani, Elio Manzotti, nonch quello del civile Livio Cristofori).

21 – Villa Sesso (Reggio Emilia) 
Militi della Brigata nera fucilano, presso Villa Sesso, 5 giovani (Dino Ferrari, Alfredo Orioli, Luigi Lusetti da Castelnuovo Sotto, James Cavazzoni da Cadelbosco Sopra e Pierino Soliani da Gattatico). Salgono cosa 23 le vittime delle operazioni nemiche in quella località.

22 – Reggio Emilia
Il Capo della provincia, in una sua circolare, lamenta l’intensificarsi degli attacchi al traffico militare lungo la Via Emilia e preannuncia misure gravissime da parte dei tedeschi. Si minaccia, tra l’altro, l’incendio di interi
paesi.

28 – Santa Vittoria (Gualtieri) 
Gappisti e sappisti attaccano il presidio fascista di S. Vittoria, ma durante Fazione sopraggiungono numerose forze tedesche e su quelle i patrioti dirigono il fuoco. Perdite imprecisate tra i nemici. Tr feriti leggeri
tra i partigiani.

Dicembre. Durante il mese i patrioti impegnati contro la spoliazione delle ricchezze provinciali, in varie localit della pianura abbattono 281 capi di bestiame, lasciandone la carne alla popolazione, ed altri 54 ne mandano ai partigiani della montagna.
– Canolo (Correggio)
A Canolo i partigiani, dopo aver sequestrato buoi, suini e vino destinati nell’oltrepò per conto dei tedeschi, distribuiscono tutto alla popolazione locale, mentre un comandante tiene un comizio al centro della frazione.