Aprile 1945
01- Appennino reggiano
Esce in montagna “La Penna”, giornaletto ciclostilato della Brigata Fiamme Verdi.
Cà Marastoni-Monte della Castagna
Contrattacco partigiano a Cà Marastoni. I garibaldini e i partigiani delle Fiamme verdi ricacciano i tedeschi che hanno invaso parte del territorio di Toano. Sette morti fra i partigiani (Vito Colluzzo, Meuccio Casotti, Ennio Filippi, Valentino Lanzi, Ariante Mareggini, William Manfredi, medaglia d’argento al valor militare alla memoria, tutti delle Fiamme Verdi; e la staffetta Valentina Guidetti, medaglia d’argento al valor militare alla memoria) e 5 feriti.
Novellara
Altro aviolancio nella zona delle valli.

03 – San Martino in Rio
A San Martino in Rio, liberata dai partigiani, vengono distribuiti alla popolazione il grano all’ammasso e il formaggio di due latterie.

08 – Regnano (Viano)
Sappisti svuotano l’ammasso di Regnano. Recupero di 177 q. di grano che vengono in parte inviate all’intendenza e in parte distribuiti alla popolazione.

09-10 – Appennino Reggiano
Grande ripresa dell’offensiva alleata che riesce in pochi giorni a sfondare la linea Gotica; le formazioni partigiane sono invitate a rinviare ogni azione insurrezionale.

10-14 – Ligonchio
Combattimento per la difesa della centrale di Ligonchio. Un morto fra i partigiani (Vasco Rinaldini) 7 feriti e 3 dispersi.

10 – Ciano d’Enza
Dopo vari combattimenti, partigiani reggiani e parmensi cacciano i tedeschi da Ciano d’Enza. La cittadina rimarrà in mano partigiana fino alla liberazione.
– Bassa reggiana
Una squadra di sappisti distrugge tre ponti.

12 – Luzzara
Rastrellamento da parte dei militi delle Brigate nere. Arrestati 70 uomini, 20 dei quali sono portati a Reggiolo nella sede provvisoria della Brigata nera. Vengono tutti torturati. Gli altri 50 sono inviati a Reggio.

13 – Bibbiano
Forte combattimento nei pressi di Bibbiano. Muoiono il gappista Lorenzo Gennari, medaglia d’oro al valor militare alla memoria, e il sappista Walter Giovanardi.
– Reggio e provincia
“Giornata insurrezionale”. Manifestazioni di donne in gran parte dei Comuni della pianura e in Regio Emilia per la pace e contro la fame. I fascisti feriscono 5 donne. Il Fronte della gioventù organizza in varie scuole gli studenti allo sciopero che riesce solo parzialmente. Un giovane organizzatore, Marcello Bigliardi, viene arrestate, torturato e ucciso.
A Brescello vengono fucilate due spie fasciste
A Novellara sono fucilati 3 militi fascisti perché responsabili del ferimento di alcune manifestanti.

14 – Reggiolo
Il giorno 14 i fascisti delle Brigate nere uccidono, dopo averli torturati, sette sappisti, tra gli arrestati del 12 aprile (Enzo Dalai, Walter Compagnoni, Claudio Franchi, Celestino Iotti, Balilla Nodolini, Lino Soragna e Iules Federico Tagliavini). Il 17 dello stesso mese altri due prigionieri seguono la sorte dei primi sette (Arnaldo Avanzi ed Ermes Ferrari, entrambi sappisti).
– Ponte sull’Enza
Dopo aver provocato il crollo del ponte sull’Enza, sappisti di Brescello incendiano alcuni carri ferroviari presso Sorbolo Levante (PR).

15 – Righetta (Rolo)
Nottetempo, vengono catturati e fucilati 7 partigiani e 1 civile (Nicola Predieri, Alfredo Manzini, Marino Cipolli, Antonio Tasselli, Francesco Velardi, Mihailow Ivan, Mironeco Nikolai e il “civile” Qirino Bonaretti).
– Fosdondo (Correggio)
Forte combattimento tra gappisti e sappisti e truppe fasciste in rastrellamento. Cinque sappisti e 2 civili morti (Sergio Fontanesi, medaglia d’argento al valor militare alla memoria, Giacomo Pratissoli, Paride Caminati, Luciano Tondelli, Angiolino Morselli, medaglia d’argento al valor militare alla memoria, e i “civili” Dante Ibatici e Franco Faccendo). Imprecisate le perdite fasciste.
– Campagnola Emilia
Dopo il fermo di 25 persone da parte di fascisti vengono uccisi Pierino Bellesia, Carlo Salati e Giovanni Piron.

16 – Montebello (MO)
Mentre un reparto del Bgt. Impegna il presidio nemico di Montebello (Modena), un altro attacco sulla starda Giardini una duplice colonna nemica di cariaggi ed automezzi. Circa 30 autocarri e vari carriaggi vengono distrutti o dannegggiati, vari quadrupedi abbattuti, mentre le perdite umane sono di circa 70 tedeschi tra morti e feriti.
– Garfagnana
Ripiegamento tedesco e fascista in Garfagnana. Alcune pattuglie di garibaldini presso Sillicagna, catturano 24 tedeschi, tra cui un ufficiale, e 5 alpini.

17 – Brescello
Due distaccamenti di sappisti attaccano e disarmano il presidio fascista a Brescello catturando 10 militi.
– San Biagio
Gappisti passano per le armi brigatista nero, ritenuto un informatore.
19 – Scandiano
Sappisti attaccano il presidio tedesco a Scandiano infliggendo perdite al nemico e recuperando materiale bellico. Rimane gravemente ferito un gappista.
– Reggio Emilia
A Castellazzo gappisti fucilano due brigatisti neri, ritenuti rastrellatori e torturatori.

21 – Reggio Emilia
Da Buco del Signore una sezione del Battaglione alleato spara vari colpi di cannone sulla città.
– Sappisti distruggono il ponte della Forca sul torrente Crostolo. Presso Roncocesi, altri sappisti allagano una vasta zona per renderla impraticabile ai tedeschi.
– Sant’ Ilario
Viene posto in fuga il presidio fascista del luogo.
– Gualtieri
Disarmato il presidio fascista di Santa Vittoria.
– Appennino reggiano
Le Brigate garibaldine 144a e 145a effettuano il blocco della SS63 nel tratto montano.
– Liberazione di Bologna. Attacchi partigiani alle città, discesa delle brigate partigiane dalle montagne. Il 25 l’insurrezione si è già estesa a Milano e Genova. A Torino dura cinque giorni: dal 25 al 29 aprile

22 – Provincia reggiana
Truppe tedesche in ritirata cominciano ad attraversare in qualche punto la provincia. Scontri con i partigiani in varie località della pianura e della collina (Fontana di Rubiera, Bagno, Cadiroggio, Montebabbio, San Donnino, Pratissolo, tra Vezzano s/C e Vecchia sulla SS63).
– Montecchio.
Gappisti, sappisti e garibaldini della 144a attaccano e disarmano il presidio fascista di Montecchio. Tre fascisti fucilati, un sappista caduto (Ludovico Landini Sergio).

23 – Appennino reggiano
Occupazione della SS63 nel tratto montano. Messi in fuga i tedeschi da Cerreto Alpi a Castelnovo Monti. Forte combattimento a Felina. A Cerreto cadono i partigiani della 145a Brigata Garibaldi Alberto Cassala Ermes, Abdon Tondelli Floch, e Domenico Sassi Torto. A Felina, mentre scarica materiale bellico, muore Gabriele Cilloni Saetta a causa dello scoppi di una bomba.
Dal 1° aprile al 23 si sono presentati in zona partigiana 263 disertori e 187 prigionieri di guerra.
– Pianura
Novellara libera, scaramuccia a Stiolo, combattimenti a Prato, a Campegine (7 partigiani uccisi: Effrem Caggiati Afro, Jefte Manzotti Bianchi, Gino Poli Athos e Gaetano Reggiani Gaetano di Campegine e Marino Bocconi Lampo, Alide Conti Leone, Aleardo Ferrari Toti) e al Traghettino, dove cade il sappista Plinio Torelli Porthos, decorato della medaglia di bronzo al valor militare alla memoria. A Canolo alcuni civili, scambiandoli per americani, applaude un gruppo di tedeschi in ritirata. Questi aprono il fuoco uccidendo nove persone. Liberazione di Scandiano. Si combatte ad Arceto, Montecavolo, Cavriago e a S. Rigo di Rivalta dove cadono 6 partigiani (Giuseppe Labellarte, Mario Garavaldi, medaglia di bronzo al valor militare alla memoria, Dante Beltrami, Livio Francia, Orlando Strozzi e Gino Gambini), e tre sono feriti. Scandiano è libera alla sera.
– Reggio Emilia
“Il Solco fascista” cessa le pubblicazioni

24  Provincia reggiana
La SS63 libera sino a Vezzano, ove si combatte. Alleati a S. Donino e Casalgrande. Scontro tra Bibbiano-Cavriago-Montecchio 7 partigiani uccisi (Gabino Pioli, Alberto Melloni, Giulio Mazzali, Otello Galli, Giovanni Poletti, Fabrizio Tagliavini, Giancarlo Bonilauri) e due civili. Bagnolo è liberata. Scontro a Mancasale, 5 partigiani uccisi (Fermo ed Enrico Guerra, Sereno Beretti, Emore Sassi e Nerina Zanichelli) e 1 civile. Cinque partigiani fucilati a Castelnuovo Sotto Afro Caleffi, Adriano Cervi, Lino Bigliardi, Carlo Simonazzi e Dimmo Vioni). Liberi vari centri della Bassa, ammassamento tedesco sulla riva destra del Po.
Reggio è liberata nel pomeriggio. Il CLN Provinciale e il Comando Unico Zona si riuniscono in Prefettura.

25 – Il CLN Alta Italia emana l’ordine di insurrezione generale e assume i pieni poteri nelle zone e nelle città liberate.
– Provincia reggiana
Esce il quotidiano “Reggio Democratica” in luogo de “Il Solco fascista”. Nomina del Prefetto da parte del CLN. Caccia ai franchi tiratori. Rastrellamento in provincia ove vengono catturati migliaia di nemici. Insediamento di vari Sindaci.

Maggio 1945
01 – Provincia
Celebrazione festa del lavoro.

03 – Reggio Emilia
Cerimonia della smobilitazione di gran parte dei Volontari della Libertà.