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Non lo sapeva nemmeno Enzo Biagi, bolognese e tifoso del Bologna. «Mi sembra si chiamasse Weisz, era molto bravo ma anche ebreo e chi sa come è finito». È finito ad Auschwitz, è morto la mattina del 31 gennaio ’44. Il 5 ottobre del ’42 erano entrati nella camera a gas sua moglie Elena e i suoi figli Roberto e Clara, 12 e 8 anni.

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La bambina dietro gli occhi

Questa è una storia vera. È una storia italiana della Shoah. Anni difficili ed economicamente duri, i genitori si separano, e Giuditta, nata nel 1938 a Venezia, si trasferisce con la madre e la nonna a Milano. Dopo alcuni anni vissuti in città, la famiglia è costretta a spostarsi in provincia, a Desio. La catastrofe si abbatte su di loro.

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Leggere la Storia febbraio – marzo 2019

Il centenario della Prima guerra mondiale ha consentito di ripensare questo evento, rivalutandone il ruolo periodizzante e la dimensione spaziale. Sulla base dei materiali emersi e delle ricerche svolte, possiamo oggi dire a pieno titolo che essa ha dato avvio al Novecento come secolo delle masse e delle ideologie; e che ha rappresentato il primo esempio di guerra globale e totale.

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