Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia
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RS n. 119

Indice

 

Editoriale
Mirco Carrattieri, Dalla resistenza alla resilienza
«Anche in Italia si sono registrate nell'ultimo decennio tendenze analoghe, in termini di ipertrofia e riconfigurazione della memoria, con l'accentuata torsione anticomunista veicolata dal berlusconismo e l'affermarsi di un paradigma vittimario particolarmente adatto al piagnonismo nostrano. Ma in clima di festa vale la pena provare ad essere ottimisti e cogliere anche qualche segno di speranza.
In sede istituzionale, infatti, alla superficialità dei governi e alla latitanza del parlamento ha supplito almeno in parte la voce forte della presidenza della Repubblica...».

 

Settantesimo-La Liberazione
Glauco Bertani (a cura di), Tutti liberi!, Antologia della Liberazione in provincia di Reggio Emilia
«L'antalogia che qui di seguito presentiamo è stata ricavata selezionando le pubblicazioni di storici reggiani e le memorie di alcuni protagonisti della Resistenza. Abbiamo tenuto conto nella scelta di fornire al lettore una panoramica la più ampia possibile della Liberazione in provincia di Reggio Emilia ordinando gli estratti rispettando, per quanto possibile, la sequenza cronologica della liberazione dei vari territori reggiani. Per mere ragioni pratiche abbiamo utilizzato come data generale di riferimento, salvo alcune eccezioni, il 23 aprile 1945.
Le prime due cronache proposte sono quelle riferite a San Martino in Rio e Ciano d'Enza, «liberate» rispettivamente il 23 marzo e il 10 aprile. In chiusura della raccolta un itinerarario storico-culturale della Liberazione di Reggio».

 

 

 

 

Memorie e biografie
Giovanni Guidotti, «Nilde Iotti: la ragione e il sentimento. Una storia politica al femminile»
«Come preannunciato nel numero 117 di “RS-Ricerche Storiche” (aprile 2014), l’indagine storica, o meglio la «biografia ragionata» su Nilde Iotti prosegue con la raccolta di testimonianze dai personaggi del mondo politico reggiano che nel secondo dopoguerra hanno condiviso, con la parlamentare concittadina, esperienze di vita e di militanza. Tra questi Loretta Giaroni è stata vicina alla Iotti sin dagli anni Cinquanta ed ha conservato una lunga amicizia anche nel periodo successivo, quando le attività e la vita di Nilde si sono trasferite a Roma».

Giovanna Iori, «Squarci come da spiragli di una memoria fangosa». Documenti e memorie della vita e della prigionia di Vando Iori
«Gli avevo chiesto di insegnarmi un po' di tedesco, dato che a volte pronunciava un kartoffen, un achtung o un verboten, ma sempre mi fu risposto che sapeva solo quelle.Trovai invece nel baule, che fu vuotato dopo la sua morte, un quaderno a scrittura fitta di appunti sulla lingua tedesca; non solo, ma la copertina è significativa: sull'etichetta la scritta di suo pugno “Per imparare il tedesco” è stata poi corretta in “Per disimparare”».


Stefania Cigarini, 5 marzo e 29 novembre, quel terribile 1945 a Villa Bagno (Reggio Emilia). L'eccidio al cimitero e la notte dei leoni
«Sono i primi di marzo del 1945, mancano pochi giorni a quella che sarà la Liberazione. Bisìn sta per compiere 15 anni e si sente quasi un uomo: ha già visto una guerra, che sta per finire, e di un'altra ha sentito raccontare da suo padre, tornato dalle montagne con una scheggia in una coscia e una croce di bronzo in tasca. Le due immani tragedie non li hanno toccati, in famiglia sono tutti vivi. Eppure quella stagione – così foriera di nuove libertà e speranze – porterà al ragazzino due lutti destinati a cambiargli la vita».

Pierluigi Tedeschi, «Sono passati settant'anni, ma è come se fosse oggi». Intervista a Elsa Pergetti, vedova di Domenico Catellani, una delle 14 persone fucilate il 20 dicembre 1944 a Villa Sesso
«Allora si faceva il pane in casa, ci siamo alzati alle sei, sei meno un quarto, io, mia suocera [Carmela, N.d.R.], mio suocero [Giovanni Catellani, N.d.R.] e il fratello di mio suocero. Facendo il pane in casa allora si gramolava. C’era la gramola. Gli uomini gramolavano e noi pian piano si faceva. Tutto ad un tratto sentiamo bussare alla porta. Allora mio suocero va ad aprire: entrano dentro due militi, due della Brigata nera “siamo qua per fare un rastrellamento”, ma non solo dei Catellani, di tutto il borgo. Hanno preso tutti gli uomini e li hanno portati alla Cooperativa...».

Mario Frigieri, Gennaio-dicembre 1944. Dalla cattura di Alexander Ascenco Nicolaj alla fucilazione dei cugini Cattabiani

Glauco Bertani, Elia ed Emmere Azzolini, partigiani di Poviglio. Un profilo storico



Didattica
Alessandra Fontanesi, Ciceroni d'aprile. Studenti che guidano cittadini e altri studenti sui luoghi della memoria della Resistenza, Deportazione e Guerra in città
«All'interno dell'Officina didattica della Storia – fucina di progettazione, incontro e scambio fra docenti di scuole proventienti da tutto il territorio provinciale e da ogni ordine di scuola, promossa da ormai tre anni dalla sezione didattica dell'Istoreco – è nata l'idea di provare a rendere più consapevoli e partecipi gli studenti che sempre numerosi aderisco ai progetti di scoperta della città e del territorio nel periodo della Seconda guerra mondiale, Resistenza e Deportazione denominati Storia in città. L'idea di formare studenti...».




Le interviste
Massimo Storchi (a cura di), 1943-45. La guerra in casa vista attraverso i diari di persone comuni. Intervista a Luigi Ganapini
«Il progetto di raccontare la storia d’Italia tra il 1943 e il 1945 attraverso i diari e le memorie conservate presso l’Archivio di Pieve Santo Stefano mi fu proposto dal direttore dell’Archivio, Camillo Brezzi».

Francesco Paolella (a cura di), Scrivere a Reggio. Intervista a Daniele Benati
«Be’, il cambiamento è sotto gli occhi di tutti. Io abito davanti alla stazione e sono uno dei pochi reggiani rimasti a vivere in questa parte della città. Anni fa, quando ho scritto Silenzio in Emilia, ero ancora attaccato a forme di vita tipiche di un passato che vedevo pian piano scomparire anche dalla memoria e che nel mio libro cercavo di trattenere. Ma era un atteggiamento sbagliato, che ora non ho più. Se i posti vengono snaturati e privati della loro identità, significa che di identità se ne sta creando un’altra».


Materiali d’archivio
Danilo Morini, Il Sabato Santo e la Pasqua del 1945 del partigiano Giuseppe Dossetti Benigno
Luca Irwin Fragale, Amleto Paderni e il riordino del suo fondo archivistico


Note e Rassegne
Velia Vallini, Ruolo e azione delle staffette e dei Gruppi di Difesa della Donna nella 77a Brigata SAP «Fratelli Manfredi»
Davide Guerzoni, Ermanno Guerrieri Claudio. Perseguire l’eguaglianza senza pudori


Recensioni

 


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