La lotta di liberazione in Val d’Enza

La strage di Legoreccio del 27 novembre 1944 segnò nel profondo la storia e la memoria nel Vettese con ferite che, tuttora, fanno fatica a rimarginarsi.
Qualche giorno dopo la strage, il partigiano “Volpe” (Francesco Bertacchini) sopravvissuto perché – ammalato – si trovava altrove, insieme ad altri compagni, piantò a Legoreccio un nespolo in memoria dei caduti. Un nespolo che visse per molto tempo e che, nel 2011, l’amministrazione comunale di Vetto e Istoreco hanno ripiantato vicino al monumento, perché piantare un albero, allora come oggi, significa porre radici nella terra del passato ma anche guardare e pensare al futuro.

 

La mostra realizzata in collaborazione con Istoreco è allestita in modo permanente in Piazza Caduti di Legoreccio a Vetto (RE).