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Installazione commemorativa delle vittime civili e dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.




















Foto aerea del bombardamento dell'8 gennaio 1944. Nel particolare, l'area colpita dove sorgeva l'ospedale Santa Maria Nuova e dove oggi sarà eretto il monumento al tutte le vittime civili di guerra

Il monumento
Seconda guerra mondiale: il conflitto esce dai campi di battaglia, per coinvolgere tutti, indistintamente, nella propria terra, nelle proprie case. Nella provincia di Reggio Emilia i civili annientati da questa assurda carneficina sono oltre milleseicento, di cui quasi ottocento a causa dei bombardamenti aerei.
Un'installazione commemorativa loro dedicata è anzitutto espressione del dovere della memoria, ma è anche ammonimento, proiezione dei tragici eventi storici in una seria responsabilità per il futuro, contro la guerra, sempre e comunque.
Accoglie la struttura il Parco Santa Maria, parte residua del giardino dell'antico ospedale cittadino, ampiamente colpito dai bombardamenti del gennaio 1944: un luogo prescelto quindi per ragioni storiche, ma anche per il suo carattere appartato, che favorisce il raccoglimento e la meditazione.
Nel percorso ideativo dell'opera, la riflessione sugli avvenimenti del passato si è tradotta in immagini simboliche, astratte. Il fulcro della composizione è infatti costituito da un cubo: una figura in cui la perfezione geometrica, l'equilibrio, l'armonia assoluta esprimono il trionfo della razionalità contro la barbarie della violenza.
Ma il volume è vuoto, un telaio metallico che evoca l'idea di una gabbia ed impone una scelta decisiva: tra la prigione della brutalità e la negazione della guerra. La trama della struttura basata sulla sezione aurea, emblema dei principi di ordine, chiarezza e proporzione sin dall'epoca classica, visualizza l'impegno: "imprigionare" la guerra, con la metaforica cattura di un frammento di ordigno, responsabile di distruzione e di morte.
La griglia metallica è appoggiata su una lastra di pietra: questo è il luogo in cui il ricordo assume la forza delle parole, per esprimere il cordoglio e la riflessione della comunità contemporanea.
Alle componenti inanimate fanno da cornice elementi vegetali, vivi: una corona di alberi ed arbusti sempreverdi, guardiani silenziosi che, con la loro presenza costante, offrono un abbraccio protettivo ai simboli della memoria.




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