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La scomparsa di Osvaldo Salvarani, ultimo dei componenti del Comando Unico delle formazioni partigiane reggiane


Autunno 1944 - Il Comando unico delle formazioni partigiane reggiane. Osvaldo Salvarani, "Aldo" il secondo da sinistra.

"Per la sua pulizia morale incarnava lo spirito più nobile della Resistenza", così i presidenti di ANPI, ALPI-APC, ANPPIA e ISTORECO ricordano Osvaldo Salvarani, scomparso il 20 marzo 2008, all'età di 92 anni.
Osvaldo Salvarani, il partigiano "Aldo", ufficiale di complemento del Regio esercito, aderì alla Resistenza nella primavera del '44, diventando Capo di Stato maggiore del Comando Unico delle formazioni partigiane reggiane. In seno a tale organo, svolse un ruolo di grande equilibrio nei rapporti a volte complicati tra le diverse componenti politiche. Proprio questo suo equilibrio, lo indusse a scrivere nell'ottobre del 1945 sul "Volontario della Libertà", settimanale dell'ANPI unitaria, un articolo dal titolo Tradimento in cui manifestava la sua condanna e il suo sdegno per le violenze messe in atto da alcuni ex partigiani a Liberazione conclusa.
"Io mi ribellavo" disse in un'intervista al "Notiziario ANPI" del 2002 a questi fatti di sangue che non c'entravano con la Resistenza, che la disonoravano. L'articolo era molto duro perchè diceva che questi ex partigiani dovevano essere considerati dei traditori, e come tali scoperti, denunciati, imprigionati.
Nel dopoguerra mise a frutto le sue competenze (era ragioniere) in seno al movimento cooperativo, facendo parte di vari organi dirigenziali e di controllo, e in particolare come direttore per molti anni della Banca di credito popolare e cooperativo che aveva sede in via Sessi a Reggio Emilia (oggi BAM); dalla fine degli anni Cinquanta ai primi anni Sessanta fu direttore amministrativo del CCFR.
Politicamente erede della vecchia tradizione prampoliniana, non ebbe però mai tessere di partito. Impegnato dall'immediato dopoguerra nell'ANPI, fu fra i fondatori, nel 1966, dell'Istituto storico della Resistenza, del cui comitato direttivo fu per anni autorevole componente. Quando era quasi novantenne, vista la difficoltà a partecipare di persona alla vita dell'Istituto, fu nominato, come il dottor Annibale Alpi, recentemente scomparso, socio onorario a vita nonchè "garante etico" dell'attività di ISTORECO.
A lui, infatti, si rivolgevano sovente, visitandolo a casa o telefonandogli, i dirigenti di ISTORECO così come del resto anche quelli dell'ANPI.
Per anni fu proboviro dell'Istituto Cerv, e, per i suoi 90 anini, l'allora presidente Ugo Benassi gli conferì una medaglia d'oro per le sue benemerenze.
Con il ragionier Salvarani scompare l'ultimo dei componenti del Comandi Unico delle formazioni partigiane reggiane.
I presidenti di ANPI, ALPI-APC, ANPPIA e ISTORECO a nome delle rispettive associazioni rivolgono un commosso sentimento di cordoglio al figlio dottor Carlo.

DANILO MORINI ALPI-APC
GIACOMO NOTARI ANPI
VANNA PORTA ANPPIA
GIANNETTO MAGNANINI ISTORECO

 

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