Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia
La nostra rivista

Richiamati...alla memoria!
L'istituto è anche
Social network
Montecchio. I fascisti uccisero il partigiano Landini
Comunicato stampa Istoreco:



Lodovico Landini (Sergio) fu Davide, cl. 1915, residente a Montecchio, arruolato l'1 luglio 1944 nella 76^ Brigata S.A.P., caduto in combattimento a Montecchio il 22 aprile 1945







La ricostruzione della tragica vicenda legata alla eliminazione dei militi GNR del presidio di Montecchio (24 aprile 1945) proposta dagli organizzatori della manifestazione commemorativa di domenica 15 non restituisce la complessità della vicenda e ne presenta una rappresentazione incompleta e distorta.

1. I militi del presidio di Montecchio, al comando del s.tenente Gaetano Giovanardi, in ritirata si asserragliarono in una casa nei pressi di Barco di Bibbiano. Circondati dai partigiani non solo rifiutarono di arrendersi, opponendo resistenza armata ma assassinarono il partigiano Sergio (Lodovico Landini) presentatosi a trattare la resa. Sergio fu prima ferito da una fucilata e quindi strangolato con un filo metallico.
2. L'uccisione del partigiano fu commessa da alcuni dei militi (Gallingani e Bigliardi in particolare) che avevano rifiutato di eseguire l'ordine del s.ten. Giovanardi di arrendersi. All'interno del gruppo dei militi repubblicani l'insubordinazione del nucleo di vecchi squadristi presenti (Alberto Bigliardi aveva partecipato alla cattura dei fratelli Cervi e ai pestaggi sui prigionieri presso il carcere dei Servi) portò alla tragica fine di tutti i militi i quali una volta catturati furono avviati al carcere partigiano di Vedriano, interrogati e successivamente fucilati.
3. Nel fucilare i militi della Gnr i partigiani applicarono le disposizioni del Comando Militare Nord Emilia che (in data 6 e 16 aprile 1945) prevedevano di passare per le armi i fascisti che, al momento della Liberazione, avessero opposto resistenza. Tale disposizione fu resa nota tempestivamente dal Cln anche agli stessi fascisti repubblicani reggiani con la distribuzione di volantini dal titolo significativo "Arrendersi o perire" in esso si diceva:

"Sia ben chiaro a tutti che chi non si arrende sarà sterminato; chi sarà colto con le armi in mano sarà fucilato. Solo chi abbandona volontariamente le fila del tradimento, consegnerà le armi, avrà la vita salva se non si sarà macchiato personalmente di gravi delitti contro il movimento di Liberazione nazionale."

4. Della tragica vicenda è stato scritto in: M. Storchi, Combattere si può, vincere bisogna. La scelta della violenza fra Resistenza e dopoguerra (Reggio Emilia 1943-1946), Marsilio editore, Venezia 1998, pagg. 104-105.
5. I documenti relativi alla vicenda sono consultabili presso l'Archivio Istoreco.






L'atteggiamento dei fascisti...
Mario Roveda e il suo "ORDINE"...
Leggi i verbali degli interrogatori
Scarica l'articolo apparso sul "Resto del Carlino", venerdì 22 luglio 2006:::DOWNLOAD FILE::

Il falso della lapide dei Martiri RSI di Cernaieto

Gli uffici sono aperti dal lunedì al venerdì mattina dalle 08.30 alle 13.00;
martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00.

Istoreco è in via Dante, 11 - 42121 Reggio Emilia
Tel. : 0522 437327 - 442333 - Fax. : 0522 442668 - Email: staff@istoreco.re.it
C.F. 80011330356

A cura della redazione web di Istoreco

Istoreco - Sito web dell'Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea
Copyright by Istoreco