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L'inizio della Resistenza a Reggio Emilia

Con articoli tratti dalla rivista «RS-Ricerche Storiche»



Reggio Emilia è tra le città decorate di Medaglia d’Oro al valor militare per l’alto contributo dato alla guerra di Liberazione. Le sue tradizioni, ricche di opere e di lotte per la emancipazione dei lavoratori, consentirono di mantenere vive, le speranze di libertà e di progresso sociale anche durante il ventennio della dittatura fascista.
In mezzo al generale conformismo di quell’epoca, una coraggiosa minoranza di cittadini operò clandestinamente contro il fascismo, costituendo in tal modo la base su cui, caduto il regime mussoliniano, poggerà l’organizzazione politica e militare della lotta contro il nazifascismo.

 

In occasione del settantesimo anniversario dell'inizio della lotta di Liberazione, Istoreco  ha raccolto una serie di articoli tratti dalla rivista «RS-Ricerche Storiche» per approfondire i primi atti della Resistenza in provincia, dalla costituzione del CLN provinciale alla fucilazione dei Cervi.

 

 

La nascita della Resistenza a Reggio Emilia

II 28 luglio 1943 le maestranze delle Officine Meccaniche “Reggiane” si accingevano a manifestare per la pace uscendo dalla fabbrica, quando un reparto di bersaglieri, in conformità alle disposizioni governative di quei giorni contro i manifestanti, aprirono il fuoco uccidendo 9 operai, tra cui una donna, e ferendone molti altri.
II Comitato provinciale del Fronte nazionale, composto da esponenti di varie correnti politiche, si fece portavoce, presso le autorità del tempo, delle aspirazioni popolari nella difficile parentesi dei “45 giorni” (il periodo che va dal 25 luglio 1943, giorno dell'arresto di Mussolini, all'8 settembre 1943, il giorno dell'armistizio con gli Alleati).

 


Fu il primo passo verso la più sostanziale unità che, nel successivo settembre, si creerà con la costituzione del Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale. La mattina del 28 settembre, presso la canonica di san Francesco, retta da don Lorenzo Spadoni, in via Spallanzani, in città, si incontrano Vittorio Pellizzi, partito d’azione, Cesare Campioli, comunista, don Prospero Simonelli e Pasquale Marconi, cattolici, Giacomo Lari (in assenza dell’ing. Camillo Ferrari) e Alberto Simonini, socialisti. Sono i rappresentanti delle forze politiche democratiche sconfitte dal fascismo e che, comunisti a parte, solo dopo il 25 luglio hanno faticosamente ripreso la strada dell’organizzazione politica.
E’ l’inizio della lotta di Liberazione che, nel corso dei mesi, assumerà caratteri di massa, con quasi 10.000 partigiani riconosciuti di cui 626 caduti in combattimento o in rappresaglie.

 


Da quel momento la lotta si inasprì. La barbara regola della rappresaglia fu inaugurata. Le prime vittime furono i sette Fratelli Cervi e don Pasquino Borghi.

Il 25 novembre 1943, reparti di militari fascisti catturano i sette fratelli Cervi, partigiani della prima ora, il loro padre Alcide, Quarto Camurri ed alcuni ex prigionieri di guerra stranieri. Dopo l’attentato del 28 dicembre ad un fascista di Bagnolo in Piano, alcuni gerarchi provinciali, costituitosi in un improvvisato Tribunale speciale, condannano a morte Agostino, Aldo, Antenore, Ettore, Ferdinando, Gelindo, Ovidio Cervi e Quarto Camurri.

 

 

Una seconda e tragica rappresaglia, dopo l’uccisione di un fascista, si consuma all’alba del 30 gennaio 1944: un sacerdote, don Pasquino Borghi, e altri otto antifascisti, già in carcere da diversi giorni, sono fucilati al poligono di tiro: don Pasquino Borghi insieme a Ferruccio Battini, Romeo Benassi, Umberto Doti, Dario Gai, Destino Giovannetti, Enrico Menozzi, Contardo Trentini e l’anarchico Enrico Zambonini, come rappresaglia all’uccisione di un milite della GNR. Don Borghi è in carcere perché ha dato asilo, nella sua parrocchia di Tapignola, a prigionieri alleati e ai primi nuclei partigiani attivi in montagna.

 

 

 

 

 

 

Alcuni documenti tratti dalla rivista di Istoreco «RS-Ricerche Storiche», per approfondire i primi eventi della Resistenza a Reggio Emilia:


Origini e primi atti del CLN provinciale I

 

Origini e primi atti del CLN provinciale II

 

Origini e primi atti del CLN provinciale III

 

Don Angelo Cocconcelli, Un nodo di resistenza partigiana: la canonica di San Pellegrino I

 

Don Angelo Cocconcelli, Un nodo di resistenza partigiana: la canonica di San Pellegrino II

 

Una conversazione con Alcide Cervi (Registrata da Eber Romani nel 1962)

 

Anatolij Tarasov, estratto da Sui monti d'Italia, relativo all'arresto e alla fucilazione dei Cervi

 

 

 

Link utili:



Sintesi Resistenza Reggiana 1943-45

 

Cronologia della Resistenza Reggiana


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