Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia
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RS n. 116

 

 

 

Indice

 

Editoriale

Mirco Carrattieri, 70° della guerra di Liberazione. I progetti di un triennio

 

Ettore Borghi, un radicale equilibrato
Interventi di Ugo Ferrari, Lorenzo Capitani, Nando Rinaldi, Roberto Tassoni



Ricerche


La Resistenza dei militari italiani, atti del convegno svoltosi a Reggio Emilia 22 aprile 2013. Interventi di Massimo Storchi, Michele Bellelli, Mirco Carratieri, Danilo Morini, Antonio Zambonelli

«9 settembre - Ore 2:30. I tedeschi, reparti ss vengono all’assalto della Caserma, lanciando bombe a mano, sparando raffiche di parabellum. Il capitano Olivi ed il sottotenente Manetti rispondono con due raffiche di mitragliatrice. I tedeschi irrompono nell’atrio sempre sparando, gridando selvaggiamente e fanno tutti prigionieri: abbiamo tre morti ed una decina di feriti. Nel frattempo il Comandante del Deposito ordina la resa e la cessione delle armi. Vengo catturato e disarmato sotto l’atrio da un sottoufficiale tedesco e inviato al Circolo con tutti gli altri ufficiali. I miei uomini rimasti con me fino all’ultimo vengono inviati nel cortile...»

 

Appendice: Gianni Casoli, La storia di Guerrino Medici, classe 1923, sopravvissuto a Cefalonia e internato militare

«La storia del "marinaio" Medici è quasi incredibile! Congegnatore meccanico alle Reggiane, chiamato alle armi, arriva a Cefalonia nell’aprile del 1943 quale cannoniere puntatore e prende servizio a Minies alla batteria SP 33 (tre cannoni binati).
Il 23 settembre 1943, assieme ad altri marinai, dopo aver sabotato i cannoni per non lasciarli in mano ai tedeschi che li stavano circondando con carri armati e bombardando con gli Stukas, si nasconde in una grotta alla base della scogliera di Minies. Dopo quattro notti passate con l’acqua alla cintola si consegna ai tedeschi...»

 

Dario Tarasconi, Imi, una storia dimenticata

«Gli addetti ai lavori hanno iniziato l’attività di ricerca storiografica sugli imi, relativamente tardi (primi anni ’80) e sulla scorta di storici tedeschi, rendendosi conto fin dall’inizio della complessità e della vastità del fenomeno.
Proprio Giorgio Rochat intitolò un suo studio Una ricerca quasi impossibile, titolo già esemplificativo, teso a sottolineare le difficoltà di una ricerca su vasta scala atta a indagare un fenomeno nazionale che riguardava un sistema concentrazionario in parte creato ad doc per gli italiani, in cui vennero fagocitati seicentomila uomini tra ufficiali e soldati del Regio esercito, oltre il 65 percento del contingente italiano impegnato nei Balcani, sul fronte orientale in Africa e sul fronte francese. L’importanza assoluta di raccogliere le testimonianze degli ultimi rimasti, consiste proprio nell’impedire che queste storie e questa storia, vengano definitivamente smarrite, come smarrito sarebbe il patrimonio da esse costituito per le generazioni future, e per una educazione orale a ricordare "ciò che è stato"...»

 

 

Memorie e biografie


«Giovanni bianchi in terra rossa», Ricordando Salvatore Fangareggi, uomo di legge, di partito, di fede e storiografo, Atti del convegno, Reggio Emilia 15 giugno 2013

«Vogliamo dedicare questa giornata non solo al ricordo di un personaggio importante della nostra vita e della nostra città e della nostra comunità, ma ad una riflessione e approfondimento in ordine ad un tema che credo meriti un’attenzione particolare "Giovani bianchi in terra rossa". istoreco è contenta di potere riflettere intorno a un personaggio che per l’Istituto ha avuto un ruolo direi centrale in un momento di passaggio nella vita dell’Istituto, che da Istituto per la storia della Resistenza ha allargato le sue competenze a tutto il Novecento...»

 

Mario Frigeri, 23 aprile 1945, comando sd di San Girolamo. I nazisti fucilano la famiglia Rossi e Giovanni Bigliardi

«Il giorno 24 dicembre 1944, dopo l’incursione delle milizie fasciste a Villa Sesso, con le uccisioni e l’arresto di chi custodiva e/o era a conoscenza del luogo in cui erano depositate le armi e le munizioni sottratte nelle stazioni ferroviarie di Rubiera e di Reggio Emilia dai partigiani della 76ª Brigata sap – precisamente i distaccamenti di Mancasale e Pratofontana, comandati da Guerrino Cavazzoni Watt, – il nuovo Comando piazza ordinò a Garibaldi,
Franco (Livio Montanari), Carlo (Vando Baricchi) ed altri di raggiungere Case Gialle, sita in via Bellingambo nelle campagne, ai confini con i Comuni di Gualtieri, Boretto e Castelnuovo Sotto. Qui abitava Giuseppe Rossi con la moglie Ines, i figli Bruna, i figli Adriano, Bruno e Gianni...» 

 

 

Didattica


Alessandra Fontanesi, Sulle tracce di don Pasquino, percorsi didattici, lezioni e luoghi di memoria per ricordare il sacerdote resistente

«Il laboratorio-visita è così strutturato: nella seconda metà dell’anno scolastico, in genere fra marzo e aprile, le classi incontrano lo storico che svolge per loro nell’ambito di una lezione dialogata e mossa da immagini e documenti una lezione su come era Reggio fra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, sui venti mesi della Resistenza e introduce la figura del sacerdote don Borghi e di altri "preti resistenti". Nelle settimane successive vengono effettuati i percorsi didattici in città che ripercorrono gli ultimi due luoghi in cui il sacerdote è stato condotto dai fascisti prima della fucilazione e altri luoghi significativi della storia di quel periodo.
Per rendere gli studenti ancora più coinvolti, nei pressi dei luoghi li invitiamo a lasciare il loro segno della memoria...»


 

Materiale d’archivio


Massimo Storchi (a cura di), Morte di un seminarista. La sentenza del processo per l’omicidio di Rolando Rivi (Lucca, gennaio 1951)

«Il 5 ottobre 2013 si è tenuta a Modena la cerimonia di beatificazione del seminarista Rolando Rivi, alla presenza di tutti i vescovi dell’Emilia Romagna e del delegato del Papa, il cardinale Angelo Amato. Per ricordare la giovane vittima pubblichiamo in forma integrale la sentenza del Processo di Lucca del 1951 che condannò i colpevoli dell’omicidio...»

 

Marzio Govoni, Giovanni Reggianini. Un archivio fotografico ritrovato

«Tutta l’opera fotografica del modenese Giovanni Reggianini. Cinquant’anni di scatti, tra gli anni Venti ed i primi mesi del 1970, trascorsi tra Modena, Vezzano sul Crostolo e Carpineti. Cinquant’anni di negativi conservati in 150 contenitori diversi, su supporti diversi, per un totale ipotizzabile in circa 12.000 immagini, la gran parte riferite a Vezzano e Carpineti...»

 

Serena Foracchia, Gianluca Grassi, La costituzione dell’Archivio Reggio-Africa. Storia di un’amicizia

«La storia delle relazioni internazionali con i paesi dell’Africa australe nasce nel 1963, a Varsavia, in occasione di un convegno dei Partigiani per la pace. In quell’occasione il sindaco Renzo Bonazzi incontra per la prima volta Amilcar Cabral e Marcelino Dos Santos, avviando una relazione epistolare che porta, nel 1970, all’arrivo a Reggio Emilia della prima delegazione mozambicana guidata dallo stesso Dos Santos e da Oscar Monteiro del frelimo. In questa occasione prese il via una relazione che ha segnato profondamente la storia della comunità reggiana e che vide protagonista Giuseppe Soncini, prima in qualità di presidente dell’Arcispedale di Reggio Emilia e poi come assessore alle Relazioni internazionali del Comune capoluogo...»


Vittorio Pellizzi, Verso il 70° anniversario della Liberazione. I «Fogli Tricolore»

«Siamo ormai entrati nel complesso ciclo di celebrazioni che culmineranno fra due anni con il 70° anniversario della Liberazione. Istoreco e Polo Archivistico hanno raccolto e preservato molta documentazione su quegli anni così importanti per la storia italiana. Per ricordare quegli avvenimenti e per dare il giusto risalto al patrimonio documentario a disposizione del pubblico, proponiamo a partire da questo numero la descrizione di alcuni dei fondi conservati dal nostro istituto. Si tratta di un modo semplice e diretto per ricordare ai cittadini che questo patrimonio archivistico costituisce la storia della nostra città e provincia e che è stato prodotto da uomini e donne che hanno vissuto nel periodo più tragico e sanguinoso della storia mondiale. Cominciamo questa rassegna con la descrizione del fondo dei "Fogli Tricolore",
un giornale clandestino pubblicato nel 1943/44...»


Michele Bellelli (a cura di), Sulla questione della storia della scuola e nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia. Documenti 1995-2008 di Loretta Giaroni

«Si tratta di un piccolo fondo documentario che raccoglie informazioni su una delle più importanti e note iniziative adottate nel comune di Reggio Emilia nel dopoguerra. I documenti sono stati raccolti con l’intento di chiarire alcuni nodi problematici attorno alla nascita delle scuole e nidi d’infanzia comunali che non sarebbero stati, finora, adeguatamente evidenziati. In particolare: l’attività dell’udi (Unione donne italiane) nelle istituzioni (e non) durante gli anni ’60 del secolo scorso, per promuovere la cultura e la politica dei servizi sociali; le scelte fatte in questo senso dalle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni e il sapere pedagogico di Loris Malaguzzi...»


Attività dell'Istituto


Alessandra Fontanesi, Massimo Storchi (a cura di), Otto settembre: «…tutti a casa!» Visita guidata sui luoghi dell’armistizio a Reggio

«Nel 70° anniversario dell’otto settembre 1943, istoreco ha organizzato, per il pomeriggio di sabato 7 settembre, una vista guidata sui luoghi dell’armistizio a Reggio: "Otto settembre 1943: ... tutti a casa!” curata da Alessandra Fontanesi e Massimo Storchi...» 

 

Recensioni

 

 

 

 

 

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