Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia
La nostra rivista

Richiamati...alla memoria!
L'istituto è anche
Social network

Bella Ciao


È singolare la fortuna di una canzone come «Bella ciao».
Essa è divenuta il simbolo della rivendicazione dei diritti e della protesta contro i soprusi.
La canta un giornalista ingiustamente discriminato, la intonano le centinaia di migliaia di cittadini confluiti in piazza San Giovanni, a Roma, il 14 settembre, a chiusura di una grande manifestazione di popolo.
C’è da chiedersene la ragione e da capire perché un motivo noto da tanti anni conquisti proprio oggi un alto livello di popolarità.
La ragione è che in «Bella ciao», canzone che per la verità si può considerare più post-resistenziale che resistenziale, gli italiani – e non solo loro – individuano istintivamente lo spirito, i contenuti e i valori della Resistenza. Allora forse è più giusto dire che è la Resistenza che torna a parlare in modo significativo alle menti e ai cuori di tante persone. Persone d’ogni ceto e di ogni condizione sociale: «Resistere, resistere, resistere» è il messaggio che lancia un alto magistrato; «Scrivere è come resistere» ci dice l’intellettuale cileno Sépulveda, che partecipò, ancora giovanissimo, con Salvador Allende alla sfortunata lotta per la difesa della democrazia nel suo Paese.
È la Resistenza che torna, valore perenne e valore particolarmente vivo nei momenti in cui sono in pericolo le conquiste della democrazia. Ecco perché oggi. Questo giornale – che della memoria storica ha fatto la sua ragione fondamentale e che della memoria storica ha una concezione non archeologica, ma tutta proiettata sul presente e sul futuro – è lieto di riproporre ai suoi lettori il testo di questa canzone.
Nelle due versioni, quella del canto delle mondine che l’ha vista nascere e quella attuale collegata alla Resistenza.

Questa mattina mi sono alzata
bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
sta mattina appena alzata
in risaia mi tocca andar
E tra gli insetti e le zanzare
bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
e tra gli insetti e le zanzare
un dur lavoro mi tocca far
Mamma mia o che tormento
bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
o mamma mia o che tormento
io mi sento da morir
Il capo in piedi col suo bastone
bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
il capo in piedi col suo bastone
e noi curve a lavorar
Ma verrà un giorno che tutte quante
bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
ma verrà un giorno che tutte quante
lavoreremo in libertà!


Questa mattina mi son svegliato
bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
questa mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.
Oh partigiano, portami via
bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
oh partigiano, portami via,
che mi sento di morir.
E se io muoio lassù in montagna
bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
e se io muoio lassù in montagna
tu mi devi seppellir.
Seppellire sulla montagna,
bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
seppellire sulla montagna
sotto l’ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno,
bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
e le genti che passeranno
mi diranno: «Che bel fior».
È questo il fiore del partigiano,
bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
è questo il fiore del partigiano
morto per la libertà

Gli uffici sono aperti dal lunedì al venerdì mattina dalle 08.30 alle 13.00;
martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00.

Istoreco è in via Dante, 11 - 42121 Reggio Emilia
Tel. : 0522 437327 - 442333 - Fax. : 0522 442668 - Email: staff@istoreco.re.it
C.F. 80011330356

A cura della redazione web di Istoreco

Istoreco - Sito web dell'Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea
Copyright by Istoreco