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Voltare pagina. Il giornalismo reggiano dopo la Liberazione (1945-1951)
In ricordo di Giorgio Morelli «Il Solitario»
























Istoreco Anpi Alpi-Apc

a cura di Glauco Bertani e Mirco Carrattieri

Atti del convegno
Voltare pagina: il giornalismo reggiano dopo la Liberazione (1945-1951) Venerdì 6 giugno 2008
Sala del Tricolore. Municipio di Reggio Emilia


 

 

 

Indice

 

- Graziano Delrio, Presentazione
- Giacomo Notari, Guerra e dopoguerra. Una storia di resistenza e democrazia
- Mirco Carrattieri, Introduzione
- Massimo Storchi, Balilla, avanguardista, camicia nera, soldato.
   Il fascismo reggiano e la questione giovanile
- Glauco Bertani, Dal «Volontario della Libertà» al «Nuovo Risorgimento».
   La stampa partigiana dalla Liberazione al nuovo decennio
- Michele Bellelli, Finalmente liberi. L’esperienza di «Reggio Democratica»
- Danilo Morini, Giorgio Morelli e «La Nuova Penna»
- Roberto Scardova, La stampa comunista a Reggio Emilia, 1945-1951
- Mauro Del Bue, Il dopoguerra nella stampa socialista reggiana
- Marzia Maccaferri, La stampa cattolica di Reggio Emilia
- Ercole Camurani, La stampa liberale ed azionista a Reggio Emilia
- Il giornalismo reggiano nel dopoguerra, tavola rotonda condotta da Gino Badini, con Ugo Bellocchi, Renzo Bonazzi, Corrado Corghi, Alfredo Gianolio, Otello Montanari, Sergio Masini

 

Appendice
-Annamaria Tagliavini, Giorgio Tagliavini. La Resistenza di mio padre

 

Presentazione
Graziano Delrio
Sindaco di Reggio Emilia

Un ragazzo con il Tricolore che entra nella nostra città, finalmente libera. È l’immagine che ci rimane nella memoria e nel cuore, l’immagine di Giorgio Morelli, il partigiano, Il Solitario, il suo pianto di gioia nel riprendersi finalmente la libertà tanto desiderata.
Verso Morelli Reggio ha probabilmente più di un debito di riconoscenza, di verità, di memoria. Il Convegno Voltare pagina, organizzato da Istoreco con la collaborazione del Comune e della Provincia, è un primo passo per colmare questo debito. Un passo che viene fatto con gli strumenti più corretti, quelli della riflessione storiografica rigorosa, del recupero delle fonti, della verifica delle testimonianze, nella volontà di recuperare la complessità e la ricchezza di un percorso purtroppo cronologicamente breve per la tragica fine del Solitario, ma capace di toccare e di mettere a frutto i grandi talenti che a Morelli erano stati affidati.
Il Convegno Voltare pagina, resa possibile grazie al contributo di Credem, affronta uno dei cammini percorsi da Morelli, quello che più lo impegnò intellettualmente e professionalmente e che lo espose alla violenza della vendetta politica. Rileggere il giornalismo reggiano della rinascita democratica è stato il filo conduttore della ricerca, per capire come l’educazione alla democrazia, alla convivenza e il desiderio di una ricostruzione morale ancor prima che materiale, siano stati elementi forti di quella stagione culturale e politica della nostra comunità, una stagione vissuta con forza ed entusiasmo da tutte le componenti della lotta contro il fascismo appena conclusa che trovarono, proprio nella riconquistata libertà di stampa, uno degli strumenti più efficaci per costruire il proprio rapporto con le masse popolari.
È questa una riflessione utile e stimolante che ci interroga direttamente sul nostro oggi, sulla nostra capacità e volontà di mantenere fede a quei principi etici e morali che quei giovani reggiani, usciti dalla tragedia del fascismo e della guerra, ponevano come punti di riferimento da raggiungere e difendere.
La loro scelta fu davvero un «voltar pagina» rispetto a quanto era stato realizzato fino a quel punto. Sulle pagine dei giornali reggiani nei primi anni del dopoguerra il dibattito politico e culturale fu intenso e aspro, ma sempre sorretto da un desiderio comune di costruire una società capace di realizzare i sogni dei tanti giovani caduti nei venti mesi di lotta. La storia della nostra Repubblica non sempre è stata all’altezza di quei sogni, ma è importante recuperarne la memoria, la dimensione ideale, civile e religiosa, per cercare di affrontare il nostro futuro con qualche strumento più efficace di riflessione e di progettazione.


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