Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia
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Dopo il Viaggio della memoria 2009 lo scrittore Paolo Nori ed alcuni studenti partecipanti al viaggio hanno creato un racconto a più voci su sette foto prese dal libro “Hai visto che storia”, pubblicato da Istoreco in occasione del 25 aprile 2008 e ristampato nel 2016. Registrato in formato mp3 è diventato l’audioguida “Hai sentito che storia” che fa parlare sette luoghi importanti per la storia di Reggio Emilia.
In questa pagina il link al video realizzato da Alessandra Fontanesi e Andrea Mainardi in occasione del 70° della Resistenza (2015) in cui le immagini storiche dell'archivio di Istoreco si sovrappongono a quelle attuali di luoghi importanti per la memoria storica della nostra provincia.

Cento anni fa anche l’Italia precipitava nel baratro della guerra. Nessuno, nessun italiano, nessuna città, nessun paese restava indenne dalla tragedia. In occasione dell’anniversario, la Gazzetta di Reggio pubblicherà domenica uno speciale dedicato alla Grande guerra vista con gli occhi dei reggiani: quelli che partirono per il fronte e quelli che da casa diedero un contributo alla vittoria, lavorando per l’industria bellica, portando aiuti ai soldati, mettendo a disposizione le proprie case.
All'interno il download dell'inserto della «Gazzetta di Reggio» del 24 maggio 2015

Reggio Emilia, che diede i natali al Tricolore della bandiera nazionale, è tra le città decorate di Medaglia d’Oro al valor militare per l’alto contributo dato alla guerra di Liberazione...

Alla fine del mese di ottobre 1944 alcuni battaglioni della 32° brigata Garibaldi (IV, V e VI) erano attestati sulle due rive del fiume Enza fra Ramiseto, Nirone e Selvanizza per organizzarsi in vista del secondo inverno di lotta in montagna; il comando della brigata era a Nereggio.
Il 17 novembre un forte contingente di truppe tedesche e di militi fascisti, valutato in 150 uomini, dava inizio ad un rastrellamento in tutta la zona della val d’Enza...

Tra la notte del 24 e il 25 luglio 1943, Benito Mussolini venne esautorato dal Gran Consiglio del Fascismo e subito dopo deposto dal re Vittorio Emanuele III. La notizia esplose nel paese come un fulmine a ciel sereno; numerose furono le manifestazioni di gioia e i cortei spontanei che plaudirono all’avvenimento.

Anche a Reggio Emilia e in provincia, la caduta di Mussolini venne accolta con espressioni di gioia popolare, nella convinzione che con le dimissioni del duce fosse vicina anche la pace. Avvenimenti di notevole importanza ebbero luogo in vari comuni della provincia.

In questa pagina è possibile scaricare alcuni documenti tratti dalla rivista di Istoreco «RS-Ricerche Storiche», per approfondire i fatti del 25 luglio a Reggio Emilia.

Il 28 luglio 1943 è il giorno dell'Eccidio delle Reggiane. Nove operai, fra i quali una donna incinta, rimasero uccisi (Antonio Artioli, Vincenzo Bellocchi, Eugenio Fava, Nello Ferretti, Armando Grisendi, Gino Menozzi, Osvaldo Notari, Domenica Secchi e Angelo Tanzi). Gli operai avevano dato vita, sfidando le disposizioni estremamente ferree del momento firmate da Badoglio – che proibivano assembramenti oltre le tre persone – a una manifestazione per chiedere la fine della guerra.

 

In questa pagina è possibile scaricare alcuni documenti tratti dalla rivista di Istoreco «RS-Ricerche Storiche», per approfondire la vicenda.

La sera dell'8 settembre, in un famoso comunicato alla radio, il generale Badoglio rese noto l'armistizio firmato in gran segreto con le forze alleate qualche giorno prima. All'annuncio, scatta su tutto il territorio italiano, in Francia, in Croazia, in Grecia e Jugoslavia il piano tedesco per il disarmo delle truppe italiane.
In questa pagina è possibile scaricare alcuni documenti tratti dalla rivista di Istoreco «RS-Ricerche Storiche», per approfondire i fatti dell'8 settembre 1943 a Reggio Emilia.

Riprendendo il percorso iniziato col progetto 
«Oltre il 70mo: le donne protagoniste consapevoli», è stato realizzato il dossier «Protagoniste invisibili. Date, luoghi e figure della "Resistenza delle donne" al fascismo e al nazismo a Reggio Emilia».

Il fascicolo si propone di ricostruire una prima mappatura della partecipazione femminile alla lotta di Liberazione, di 
riscoprire e portare alla luce in modo semplice e sintetico le date più rilevanti, i luoghi, le 
azioni, le figure della "Resistenza delle donne", di raccontare il percorso che esse, tante e 
sempre di più, hanno compiuto nella nostra provincia.

Reggio Emilia è tra le città decorate di Medaglia d’Oro al valor militare per l’alto contributo dato alla guerra di Liberazione. Le sue tradizioni, ricche di opere e di lotte per la emancipazione dei lavoratori, consentirono di mantenere vive, le speranze di libertà e di progresso sociale anche durante il ventennio della dittatura fascista.

In occasione del settantesimo anniversario dell'inizio della lotta di Liberazione, Istoreco  ha raccolto una serie di articoli tratti dalla rivista «RS-Ricerche Storiche» per approfondire i primi atti della Resistenza in provincia, dalla costituzione del CLN provinciale alla fucilazione dei Cervi.

Il 28 luglio 1944 piazza Prampolini, allora dedicata a Vittorio Emanuele II, fu teatro di un eccidio fascista. Il comando della GNR fucilò, alle prime luci dell'alba, tre giovani partigiani: Gino Mazzali (Spatifaro), Attilio Setti (Rolando) e Getulio Setti (Leone). I corpi straziati furono esposti per alcuni giorni sotto la statua del Crostolo come monito alla popolazione.

Tutto ebbe inizio il 22 luglio quando all'Argine Fornaci di Luzzara venne ucciso, probabilmente per errore, l'agricoltore Ambrogio Aldovrandi...

Nel 70esimo anniversario della Liberazione Istoreco propone questo raffronto interattivo su come sono cambiati i luoghi e i personaggi di Reggio Emilia attraverso il video realizzato da Alessandra Fontanesi ed Andrea Mainardi.

L'8 settembre 1944 i nazifascisti attaccarono a sorpresa un distaccamento garibaldino a Bosco delle Tane, nei pressi di Casina. i partigiani si sbandarono sfuggendo al massacro. Due caddero sul posto (Agostino Casotti Tarzan, e Afro Rinaldi Nessuno). Altri due, tra cui il comandante, Dino Meglioli Giuda (decorato di Medaglia d’Argento alla memoria), caddero prigionieri e fucilati a Pantano (Carpineti).

All'interno della notizia, la testimonianza di Vado Rabotti.

In seguito ad uno scontro tra una pattuglia di gappisti ed una della Brigata nera, che provocò due morti tra i fascisti nella notte tra il 17 e il 18 settembre 1944, il federale Ferri, alla testa di 200 uomini mise a sacco Reggiolo, incendiò una casa, fermò 30 persone e ne uccise quattro (il ten. col. Giuseppe Sacchi, l’avv. Massimiliano Polacci, il dott. Antonio Angeli e l’ing. Erminio Marani).

All'interno della notizia la ricostruzione dell'evento di Paola Calestani.

Il 14 giugno 1940 suonò a Reggio il primo allarme antiaereo, la guerra era stata dichiarata da soli cinque giorni e i reggiani furono svegliati nel cuore della notte dalle sirene. La sirena dell’allarme avrebbe risuonato altre 1160 volte prima della fine della guerra.In totale le vittime civili degli attacchi aerei (81 in tutto) furono 450 e 550 feriti.

Lacrime di gioia segnarono i volti di chi, in quei giorni di fine aprile 1945, vide finalmente le schiene dei tedeschi e dei briganti neri fuggire da Reggio e potè leggere il proclama diffuso dal Comitato provinciale di liberazione nazionale...

La polemica storiografica innescata da un saggio di Dario Biocca sul presunto “ravvedimento” di Antonio Gramsci in carcere per ottenere da Mussolini la libertà condizionale, ha messo in luce la figura di Cesare Campioli nell’emigrazione reggiana in Francia negli anni Trenta del secolo scorso.

Alcune immagini dell'isola di Ventotene, dove scontavano l’isolamento i politici non condannati all’ergastolo, ma a pene detentive gravi i cui primi tre anni dovevano essere di completo isolamento, e la storia della bandiera dell'ANPPIA, l'Associazione che riunisce i perseguitati politici della dittatura fascista.

Sono disponibili alcune brevi note realizzate da Michele Bellelli sulla famigerata flottiglia militare X Mas.
La X flottiglia Mas, famosa o famigerata a seconda dei punti di vista, è stata in effetti una unità militare molto più complessa di quanto generalmente non si creda. Per alcuni anni della seconda guerra mondiale è stata una unità di punta della Regia Marina, mentre durante la guerra di Liberazione divenne un reparto specializzato della Rsi nella lotta antipartigiana; attività quest'ultima che le ha meritato la parte più triste e sanguinaria della sua celebrità...
E' disponibile il documento web del testo "Origini e primi atti del CLN provinciale" realizzato da Istoreco nel 1970. L'opera raccoglie gli atti di quattro convegni promossi da Istoreco sulla costituzione del CLN provinciale reggiano, a cui parteciparono i superstiti protagonisti di quella grande stagione storica nella nostra provincia allo scopo di tentare,attraverso la loro testimonianza, resa contestualmente e in contraddittorio, una rievocazione, quanto più possibile corrispondente al vero, dell'attività svolta dal CLN provinciale dalle sue origini fino alla cessazione della sua clandestinità, cioè fino al 24 aprile 1945.
Tra i molti documenti inediti riferentisi alla guerra di liberazione nel Reggiano, rivestono indubbiamente un particolare interesse le relazioni dei due massimi dirigenti garibaldini dell'epoca, Riccardo Cocconi "Miro" e Didimo Ferrari "Eros", su quello che fu definito il "grande rastrellamento estivo" effettuato sull'Appennino, a Sud del fiume Secchia.
La ricostruzione della tragica vicenda legata alla eliminazione dei militi Gnr del presidio di Montecchio (24 aprile 1945) proposta dagli organizzatori della manifestazione commemorativa di domenica 15 non restituisce la complessità della vicenda e ne presenta una rappresentazione incompleta e distorta...

Testimonianza del partigiano Bruno Friggeri
Il cippo a ricordo di Lodovico Landini
Indagine antropomedica sui Fratelli Cervi
7-8 gennaio 1944, Reggio sconvolta dalle bombe. Almeno una di queste cadde sulla frettolosa e segreta sepoltura dei sette fratelli Cervi e di Quarto Camurri, fucilati al poligono di tiro a segno il 28 dicembre 1943..
Plinio in divisa (Zambonelli 1990)
Un cippo sull'argine destro del torrente Crostolo, in località Traghettino di Cadelbosco Sopra, e una lapide nel cimitero di Poviglio ricordano la morte del partigiano Plinio Torelli Porthos, ucciso in combattimento dai tedeschi il 24 aprile 1945, a un passo dalla Liberazione.
Sulla lapide si legge: "Alla libertà e alla indipendenza della patria Plinio Torelli Porthos, comandante le squadre d'azione partigiane consacrò l'animo generoso e nella aspra lotta alla vigilia della finale vittoria l'eroica fiorente giovinezza immolava per salvare i compagni dall'offesa nemica..."
Pochissimi conoscono la storia dei Fratelli Vecchi.
Le loro vicende e il loro sacrificio rappresentano un valore ancora da scoprire. La memoria dei Vecchi, di Gavasseto, naturalmente è viva in particolare nei loro conterranei...
Il 15 aprile del 1944 Giovanni Gentile veniva ucciso da quattro giovani GAP, a Firenze...
Nel 1946, in una memorabile primavera, si tennero le prime libere elezioni nel nostro paese dall'avvento della dittatura fascista: in marzo quelle amministrative, ma soprattutto il 2 giugno, in contemporanea, il referendum istituzionale fra monarchia e repubblica e le elezioni per l'Assemblea costituente che avrebbe redatto la nuova carta costituzionale italiana in sostituzione del quasi centenario Statuto Albertino...

Il primo vero anno di pace, interamente dedicato alla ricostruzione economica, sociale e morale della penisola, è stato oggetto di un convegno organizzato il 28 aprile 2006 da Istoreco e ospitato presso la Camera del Lavoro Territoriale cittadina.
Nella notte del 26-27 marzo 1945 reparti britannici delle SAS, in collaborazione con le formazioni partigiane reggiane (Brigate Garibaldi, "Gufo Nero" e Battaglione Russi) per un totale di quasi 100 uomini, attaccavano la 5a Sezione del Comando tedesco in Italia, situato nelle Ville Calvi e Rossi a Botteghe di Albinea...
3 febbraio 1945
Nel pieno dell'ultimo inverno di guerra, caratterizzato dalle più sanguinose rappresaglie nazifasciste che provocarono decine e decine di vittime in poche settimane, l'eccidio di via Porta Brennone è l'unico compiuto in centro storico.
Eccidi di rilevanti proporzioni furono compiuti nel medesimo periodo al Ponte del Quaresimo (10 vittime il 28 gennaio 1945) o a Calerno (20 vittime il 14 febbraio). Poche settimane prima (13 gennaio), presso la Caserma Zucchi era stato fucilato Angelo Zanti (med. d'argento v.m.)...
Una guerra civile che dal 1921 al luglio 1943 vide costantemente in atto la violenza a senso unico: quella del potere fascista (e padronale) contro le masse popolari...
Il caso di Cerredolo di Toano
Il rapporto della GNR inviato dall'Ispettorato della Polizia Ferroviaria nel maggio 1944, al Comando Generale della GNR, in particolare al Servizio Politico del Comando Generale della Milizia colloca l'attacco partigiano al Presidio della GNR di Cerredolo di Toano...
Il del 25/11/1926, Mussolini emanò la legge n. 2008: "Provvedimenti per la Difesa dello Stato"...
Le relazioni del convegno "Guerra ai civili. Per un atlante delle stragi naziste in Italia" a cui ha partecipato Istoreco nel 2001...

L'Anpi Provinciale, il Circolo Arci La Fontana, la Cooperativa Agricola Pratofontana, Istoreco e la Parrocchia di Pratofontana, in collaborazione con la Circoscrizione Nord Est e con il contributo del Comune di Reggio Emilia, hanno realizzato un opuscolo per ricordare il sacrificio dei sette giovani di Pratofontana che tra il 1943 e il 1945 hanno dato la vita per liberare il Paese.

All'interno della notizia è possibile scaricare l'opuscolo in formato elettronico.

Per ricordarlo, pubblichiamo l'intervista comparsa sul n. 110/2010 di «RS-Ricerche Storiche», curata da Lorenzo Capitani.

«L’avvocato Renzo Bonazzi è morto il 1° aprile 2010, all’età di 85 anni. Sindaco di Reggio dal 1962 al 1976, è stato, poi, eletto senatore per due legislature nelle liste del pci, di cui è stato dirigente provinciale... era membro del Comitato direttivo di Istoreco e di molti altri sodalizi culturali e politici...»


Finalmente... il mattino del 25 Aprile 1945 usciva, in 2000 copie, "REGGIO DEMOCRATICA". Il giornale, organo del CLN provinciale, era stato composto e stampato a mano in una faticosa nottata senza corrente elettrica presso la ex tipografia del "Solco Fascista"...
Lunedì 23 giugno 2008, è stato presentato, durante la commemorazione della strage della Bettola, "Ragazzi di Vezzano", lavoro di fine a. s. della classe 3B della scuola media "Angelo Manini...
Testimonianza di Margherita Valli, interprete presso il Comando Piazza germanico a Reggio Emilia.

Sopravvissuto ad El Alamein, fucilato dai fascisti a Villa Sesso
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa testimonianza inedita di Dante Cavazzoni, classe 1917, ex partigiano della 76.a Brigata SAP, sul fratello James, uno dei 23 fucilati nelle stragi fasciste di Villa Sesso (17, 20 e 21 dicembre 1944).
James Cavazzoni aveva 24 anni...

Domenica 20 novembre 2011, in occasione del 67° anniversario dell'eccidio di Legoreccio, è stato piantato un nuovo nespolo del partigiano. Il vecchio nespolo, morto da un paio di anni, è stato sostituito da un nuovo albero, affidato alle cure della scuola media di Vetto.

All'interno della notizia è possibile trovare informazioni sull'eccidio di Legoreccio, sul significato del "nespolo del Partigiano" e alcune foto della commemorazione del 20 novembre.



Il monumento
Seconda guerra mondiale: il conflitto esce dai campi di battaglia, per coinvolgere tutti, indistintamente, nella propria terra, nelle proprie case. Nella provincia di Reggio Emilia i civili annientati da questa assurda carneficina sono oltre milleseicento, di cui quasi ottocento a causa dei bombardamenti aerei.
Un'installazione commemorativa loro dedicata è anzitutto espressione del dovere della memoria, ma anche ammonimento, proiezione dei tragici eventi storici in una seria responsabilità per il futuro, contro la guerra, sempre e comunque.
Accoglie la struttura il Parco Santa Maria, parte residua del giardino dell'antico ospedale cittadino, ampiamente colpito dai bombardamenti del gennaio 1944: un luogo prescelto quindi per ragioni storiche, ma anche per il suo carattere appartato, che favorisce il raccoglimento e la meditazione... segue all'interno
Un lungo e paziente lavoro di ricerca ha permesso ai collaboratori di Istoreco di ricostruire due gravi incidenti aerei avvenuti nei dintorni di Reggio durante l'ultima guerra...
Garbaldino in terra di Spagna.
Esule in Francia dal 1932. Combattente antifranchista dal 1936 al 1939.
Partigiano in Francia e sul nostro appenino.

Il 29 agosto ci ha lasciato Giovanni Bertolini, Paolo, da qualche tempo ricoverato presso la casa di riposo di Quattro Castella. Il giorno appresso, alle 15,30, si sono svolti i funerali al cimitero nuovo di Villa Coviolo. A me è toccato il compito di commemorarne la figura prima della cremazione. Avendo parlato a braccio, cercherò, di ricostruire il discorso tenuto nella circostanza.

Con Giovanni Bertolini scompare l'ultimo dei 65 reggiani, e uno degli ultimi degli oltre 4000 italiani che furono volontari antifranchisti in terra di Spagna tra il 1936 e il 1938...
"Per la sua pulizia morale incarnava lo spirito più nobile della Resistenza": così i presidenti di ANPI, ALPI-APC, ANPPIA e ISTORECO ricordano Osvaldo Salvarani, scomparso il 20 marzo 2008, all'età di 92 anni.
 


Bice Bertani nacque a Reggio Emilia il 17-06-1921.
Partecipò attivamente alla Resistenza reggiana dal 10-07-1944 al 25-04-1945, con il nome di battaglia "Romilda"...


Nato a Parma il 29 luglio 1911, Annibale Alpi durante la seconda guerra mondiale era un ufficiale di carriera della Regia Aeronautica e l'8 settembre 1943, col grado di maggiore e gli incarichi di Capo Commissariato e Vice Comandante, era in servizio all'aeroporto di Reggio Emilia...


una caricatura di Barbanera pubblicata dal volontario della Libertà, 20/05/1945

Il 15 dicembre 1996 moriva don Giuseppe Dossetti. A sette anni dalla sua scomparsa ne celebriamo il ricordo pubblicando un testo del Prof. Achille Ardigò...

Torna la Resistenza
Patria Indipendente, 29 settembre 2002

È singolare la fortuna di una canzone come «Bella ciao». Essa è divenuta il simbolo della rivendicazione dei diritti e della protesta contro i soprusi. La canta un giornalista...

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