I 60 anni della Costituzione
della Repubblica Italiana



Circoscrizione
Comune di Reggio Emilia

Auguri dai ragazzi della Circoscrizione 5
In collaborazione con Istoreco e Scuola Media Statale «Sandro Pertini»

Che cosa è la Costituzione?

A questa domanda hanno cercato di dare una risposta gli alunni e gli insegnanti di una scuola media reggiana intitolata ad uno dei padri della Costituzione e della democrazia italiane: Sandro Pertini.
Con zelo e con passione hanno indagato fra gli articoli della legge fondamentale della Repubblica italiana, andandone a ricercare il significato e le origini a cominciare anche dagli aspetti più quotidiani della loro esperienza. Perché, ad esempio, alcune vie del loro quartiere sono intitolate ad Alcide De Gasperi, a Enrico De Nicola e a Palmiro Togliatti? E quale è l’inscindibile legame che unisce la Costituzione e la Resistenza contro il nazifascismo?
Il ciclo di tre lezioni compiuto da Istoreco con i ragazzi di due classi terze e l’ottimo supporto di Renato Vacondio, partigiano e protagonista di quei memorabili giorni, hanno dato il la agli studenti della Pertini che hanno poi scelto assieme ai loro insegnanti quali aspetti approfondire, con un particolare riferimento ai principi fondamentali della Costituzione repubblicana e il riconoscimento del diritto di voto alle donne. Ma poiché non è possibile circoscrivere un evento così importante della storia italiana a due sole date quali quella del referendum istituzionale (2 giugno 1946) e della entrata in vigore della carta fondamentale (1 gennaio 1948) ecco allora una breve e intensa sintesi storica dei decenni precedenti che nel bene e nel male hanno preparato il terreno alla rinascita della democrazia italiana: la grande guerra del 1915/18, l’avvento della dittatura fascista e la
tragedia della seconda guerra mondiale fino all’epopea della guerra di Liberazione.
Vale la pena di sottolineare la coincidenza dell’anniversario della Costituzione con un altro oggi purtroppo sottovalutato quale quello della fine della prima guerra mondiale (1918). Le sofferenze di milioni di uomini che combatterono in trincea per tre anni, la conquista del suffragio universale (maschile) ottenuta appena prima e la conclusione vittoriosa del Risorgimento avrebbero potuto e dovuto assicurare al nostro paese il pieno e definitivo raggiungimento della democratizzazione della vita sociale e politica. Così non fu e gli italiani dovettero aspettare e soffrire altri trenta lunghi anni prima di vedere l’Italia diventare uno Stato democratico nel quale diritti e doveri di tutti i cittadini sono assicurati da una carta fondamentale e non dove trovassero più
posto privilegi di casta o di censo.
Non posso chiudere se non ricordando al lettore le parole che Piero Calamandrei disse ad un gruppo di studenti milanesi nel 1955 per spiegare loro che cosa è la Costituzione della Repubblica italiana:
«Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate li, o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione».
Michele Bellelli
Istoreco

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