Istoreco : Appuntamento con la Storia

Emozioni all'Ariosto con Avraham Aviel

Incontro con il partigiano polacco, testimone dell'Olocausto    

Reggio Emilia, 1 febbraio 2012 – «Ho visto troppi orrori per non poterli raccontare. Ho il dovere di farlo». È un testimone importante, che ha vissuto momenti terribili in giovanissima età, Avraham Aviel, partigiano ebreo nella Polonia occupata dai nazisti, sopravvissuto all’Olocausto e testimone al processo contro Adolf Eichmann a Gerusalemme, e che nella mattinata del 1 febbraio è stato protagonista di un intensissimo incontro al Teatro Ariosto, organizzato da I Teatri e da Istoreco Reggio Emilia come uno dei principali eventi preparatori al Viaggio della Memoria 2012 – che porterà 900 reggiani, quasi tutti studenti, in Polonia, in visita a Cracovia e ai campi di Auschwitz e Birkenau – nonostante la pessima giornata di neve e maltempo ha visto la partecipazione di più di 200 giovani.

 

Avraham, arrivato in Italia da Tel Aviv, dove vive, per portare la propria testimonianza assieme alla moglie Ayala, ha raccontato, partendo dalla sua infanzia in quella che allora era Polonia, a combattere per la propria vita, vedendo i propri famigliari uccisi dai nazisti assieme ad altre migliaia di persone.
Avraham Aviel, di origine ebraica è nato nel 1929 a Dowgalishok, un piccolo paese in una zona che allora era Polonia e oggi si trova in Bielorussia. È sopravvissuto all’eccidio dell’area di Radun, in cui buona parte degli abitanti e dei famigliari di Aviel vennero massacrati, e fino al 1945 ha combattuto come giovanissimo partigiano contro gli occupanti nazisti e i collaborazionisti locali.

Avraham, in grande forma, estremamente lucido, ha parlato di fronte alla platea di studenti in ebraico, tradotto in italiano da Daria Merlo. Ha raccontato della sua infanzia nell’Est Europa, e di come ha visto uccidere gran parte degli abitanti ebrei della sua zona durante le operazioni di sterminio dei nazisti impegnati nell’avanzata in Unione Sovietica, quando hanno fucilato milioni di persone. Fra queste, finite nella “fossa della morte” vicina al villaggio natale, la madre e il fratellino di Avraham, mentre il testimone di oggi, assieme al padre e al fratello maggiore, è riuscito a scappare. Unendosi poi alla resistenza, anche grazie all’aiuto di alcuni contadini polacchi, e vedendo poi morire sia il padre che il fratello, uccisi dai tedeschi e dai polacchi “bianchi” che combattevano in quella zona in quegli anni terribili. Aviel ha raccontato delle difficoltà per un ragazzino di 14 anni a sopravvivere nel rigidissimo inverno polacco, nascosto nella foresta, braccato dai soldati, perdendo i propri famigliari, impegnato in missioni di sabotaggio contro gli occupanti. «Come più giovane partigiano della compagnia, ho dovuto mentire sull’età per entrare nella squadra, era quello che più desideravo al mondo», ha raccontato, prima di parlare dei tanti altri massacri a cui ha assistito, come quello del campo dei partigiani dove i resistenti tenevano le loro famiglie. Sino al 1944, quando la guerra si è spostata dalla zona polacca e Avraham, dopo aver collaborato con la polizia sovietica, con il rammarico di non essere riuscito a intervenire pienamente per aiutare il contadino polacco che lo aveva nascosto.

E, in un momento molto toccante, ha poi parlato di un altro tipo di resistenza, quella di due ragazzine ebree che la madre, per far sopravvivere, ha costretto a fingersi ucraine, pronte ad andare in Germania per lavorare. E pur se scoperte una volta, sono riuscite a sopravvivere ai tedeschi. «E una di queste ragazze – ha detto con orgoglio Avraham – è qui con noi, è mia moglie Ayala», mentre tutta la platea applaudiva. Aviel e la moglie si sono conosciuti proprio in Italia, fra il 1945 e il 1946, sulle Alpi, fra “ragazzi di Selvino”, nel bergamasco: oltre 800 giovani ebrei, privi delle loro famiglie perse durante la guerra, ospitati, curati ed educati per emigrare pochi mesi dopo. Qui Avraham viene fermato e rinchiuso in un campo di prigionia inglese a Cipro sino al dicembre 1946, quando riesce ad arrivare in Palestina, in quello che diverrà lo stato di Israele.

Da allora ha sempre vissuto in Medio Oriente, dove ha costruito la sua famiglia ritrovando Ayala. Fra il 1961 e il 1962, Avraham Aviel ha testimoniato al processo tenuto a Gerusalemme ad Adolf Eichmann, uno dei grandi “burocrati” ed organizzatori dell’Olocausto, fra i responsabili della “soluzione finale” verso il popolo ebraico.
Grazie alla collaborazione con l'Istituto storico di Gerusalemme Yad Vasherm, è arrivato a Reggio Emilia, per parlare agli studenti reggiani di quegli anni terribili, raccontando però anche i momenti di resistena e di speranza.

di Adriano Arati (Comunicazione Viaggio della Memoria)










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