Istoreco : Appuntamento con la Storia

Commovente accoglienza all'Ariosto per Piero Terracina

Un incontro con il testimone dell'orrore di Auschwitz

 

Reggio Emilia, 13 gennaio 2012 – «Vi racconterò l'inferno, quello vero, quello degli uomini». Ma oltre che di orrori ha parlato di speranza, di futuro e di coraggio, Piero Terracina, sopravvissuto ad Auschwitz, protagonista di una bella giornata andata in scena a Reggio Emilia, al Teatro Ariosto. Organizzata da I Teatri e da Istoreco Reggio Emilia come uno dei principali eventi preparatori al Viaggio della Memoria 2012 – che porterà 900 reggiani, quasi tutti studenti, in Polonia, in visita a Cracovia e ai campi di  Auschwitz e Birkenau – ha visto la partecipazione di oltre 850 giovani, tutti gli studenti che appunto da metà febbraio ad inizio marzo prenderanno parte al Viaggio. Ed hanno potuto conoscere dalla viva voce di un sopravvissuto l'esperienza di prigionia ai campi di Auschwitz e Birkenau. Piero Terracina, 84enne ebreo romano, è l'unico superstite della sua famiglia di 8 persone, interamente deportata al campo di sterminio di Birkenau nell'estate del 1944. Solo lui, a 17 anni, solo, 38 kg di peso, è tornato vivo in Italia. Presentato da Matthias Durchfeld di Istoreco, coordinatore del Viaggio, Terracina è stato introdotto da un intervento di Sonia Masini, presidente della Provincia di Reggio Emilia, uno dei principali sostenitori del Viaggio. La Masini ha parlato dell'importanza del ricordo e del sacrificio di quelle generazioni, che hanno permesso di arrivare alle conquiste della contemporaneità.

 

 

È stato poi il momento di Terracina, che con grande coraggio e lucidità ha parlato per 90 minuti, raccontando il suo viaggio all'inferno, come ha definito la prigionia al campo, partendo però da momenti dolorosi e importanti della storia d'Italia. Le leggi razziali promulgate nel 1938, «eravamo italiani, ma ci dicevano che eravamo di seconda categoria», l'emarginazione nel ghetto di Roma, le difficoltà quotidiane, l'occupazione tedesca del 1943 e, nel 1944, la cattura e la deportazione. «Fummo denunciati da italiani, che sapevano che saremmo andati a morire: si erano presentati a volto scoperto, diversamente non lo avrebbero fatto», ha ricordato Terracina nel corso del suo emozionante racconto, che ha commosso non pochi dei presenti. Provocando un applauso spontaneo quando ha ricordato come il padre gli raccomandava: «non perdete mai la dignità, mai», ma quanto fosse difficile farlo, «mentre speravi che il tuo aguzzino affondasse un poco di più il mestolo nella pentola della zuppa». Il testimone non si è soffermato troppo a lungo sugli orrori vissuti al campo di Birkenau, «qualcuno potrebbe pensare che non sarebbe possibile», commuovendosi però nel ricordare l'addio alla madre, sulla banchina del treno che – dopo un viaggio inumano, terribile – li aveva condotti al campo nazista dall'Italia. Toccante anche la narrazione della distruzione, in poche ore, del campo degli zingari: «era pieno di vita, di musica, una sera sentimmo le ruspe, le grida, e al mattino dopo era deserto, c'era solo il fumo delle ciminiere, il loro settore era completamente deserto. Di tutti gli orrori vissuti in quegli anni, assistere alla morte di migliaia di persone, trasformate in cenere in poche ore, è stata una delle più terribili». 

 

 

Infine, ha risposto alle domande e alle curiosità degli studenti, parlando anche dell'attualità italiana, e non solo: «non credo che oggi ci siano le condizioni perché in Europa si possa ripetere qualcosa di simile ad allora, e non sugli ebrei. Ma bisogna stare attenti, il razzismo esiste: ci sono minoranze a rischio, anche da noi. Pensate all'assalto al campo nomadi di Torino di poche settimane fa, una cosa di un altro mondo. Dobbiamo stare attenti, i pericoli ci sono, magari non qui, magari non così estremi, ma ci sono. E non parlo per me, io ormai sono arrivato al termine del mio ciclo, penso a voi ragazzi».

Al termine, dopo un lunghissimo applauso, decine e decine di studenti hanno voluto poi salutare personalmente Piero, che si è fermato con disponibilità con tutte le ragazze e i ragazzi reggiani per ringraziarli del loro interesse. Bella conclusione per una mattinata di grande coinvolgimento emotivo, tappa importante e significativa nel percorso di avvicinamento al Viaggio del mese prossimo.

 

di Adriano Arati (Comunicazione Viaggio della Memoria)









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