Istoreco : Appuntamento con la Storia

“Piazza Garibaldi"

al cinema Rosebud
Reggio Emilia
martedi 15 novembre ore 21




Un viaggio dentro il passato, il presente e (forse) il futuro del nostro paese. Seguendo le orme dei Mille di Garibaldi, il film cerca di mettere in cortocircuito la memoria e l'attualità, analizzando in modo imprevedibile perché siamo diventati quello che siamo. Un film antropologico, prima che politico. Un road movie pieno di sorprese, incontri, pensieri, immagini e musica. Con l'intervento di Marco Paolini,Toni Servillo, Filippo Timi e altri amici. Da un'idea di Marco Belpoliti. Scritto e sviluppato con Giorgio Mastrorocco.
Il titolo allude a un toponimo tra i più classici delle città italiane: tutte hanno una via o una piazza Garibaldi (e non a caso, l'impulso mitopoietico fu fortissimo alla fine dell'Ottocento). Ma ovviamente allude a una metafora molto chiara: la piazza (quella piazza) come metafora di tutta la nazione.

L'idea di fondo è quella di ripercorrere l'itinerario della spedizione dei Mille rintracciando lungo il percorso i discendenti dei garibaldini per verificare cosa è rimasto, a 150 anni di distanza, del senso di quella impresa, allo scopo di scattare una sorta di "istantanea" non ideologica di un secolo e mezzo di identità italiana.
Si parte da Bergamo (insieme “Città dei Mille”, perché fornì il maggior numero di volontari alla spedizione, e oggi roccaforte leghista) per scendere a Pavia, patria dei Cairoli, e Torino che, seppur non diede nemmeno un uomo a Garibaldi, fu il motore politico dell'unità d'Italia. Da lì a Genova e Talamone, tappe storiche della spedizione. E poi una digressione a Caprera, l'isola dell'esilio del Generale. Quindi la Campania: Napoli e Teano; ma anche il Sannio, l'unico luogo in cui i garibaldini vennero sconfitti da un'insurrezione locale sanfedista e a tutt'oggi culla di un “revisionismo” storico antipiemontese e antiunitario.
Ancora più a sud, in Calabria, sulle tracce dello scontro fratricida tra piemontesi e garibaldini all'Aspromonte.

Infine, la Sicilia: Marsala, Milazzo, Calatafimi, Palermo. Qui il tema, ovviamente, sarà la questione meridionale, vero cancro della storia italiana.
Spina dorsale di questo viaggio, oltre agli incontri con i discendenti e con personaggi e storie che incroceremo lungo la via, saranno delle letture "messe in scena" in luoghi particolarmente significativi dal punto di vista simbolico e visivo. Queste letture saranno affidate, una a testa, ad attori come Toni Servillo e Marco Paolini (che hanno già confermato la loro presenza). Si tratterà di brani sul "carattere degli italiani" tratti da classici della letteratura italiana: Giacomo Leopardi, Antonio Gramsci, Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Primo Levi, Ippolito Nievo, Pier Paolo Pasolini, Giorgio Manganelli, Curzio Malaparte, Luigi Pirandello, Nicolò Machiavelli...

Si comincerà con un famoso pezzo di Umberto Saba sugli Italiani come popolo di "fratricidi", mai liberatisi dal padre edipico, e per questo dediti nei secoli a dilaniarsi l'uno con l'altro. Il pezzo sarà letto nell'aula del primo parlamento italiano, palazzo Carignano a Torino.
Mentre una sorta di “diario di viaggio” sarà da Quarto al Volturno di Luciano Bianciardi.
Il taglio del film sarà, come detto, visivo e narrativo. Soprattutto, cercheremo di avere una prospettiva antropologica, fuori da facili dibattiti di politica spicciola contemporanea. La domanda è: cosa significa veramente essere italiani? Sono il cibo, i monumenti e il paesaggio, come dimostra il recente sondaggio di Limes, il vero tessuto connettivo del paese, piuttosto che una storia condivisa? O forse l'Italia non è un "dato di fatto", ma una tensione , ben simboleggiata dal nostro particolarissimo status geologico - siamo il prodotto, relativamente nuovo, dello scontro di due faglie tettoniche, quella africana e quella euroasiatica?

E ancora: in che senso si può parlare di futuro di un paese in cui da molti anni i morti superano i nati? Questo anniversario non assomiglia forse all'ultima fotografia di famiglia della nazione così come l'abbiamo conosciuta?
Infine, cosa cercavano davvero i garibaldini? Cos'era l'Italia per cui erano disposti a sacrificare la vita? Leggendo la loro memorialistica sembra emergere la ricerca quasi psicanalitica di una Grande Madre Mediterranea più che di un ideale politico: un'illusione che si risvegliò bruscamente al contatto con le popolazioni meridionali e la loro condizione.

Al momento, è stato svolto un ampio lavoro di ricerca storica che ha condotto all'identificazione di una quindicina di discendenti garibaldini sparsi per la penisola dalle valli bergamasche a Napoli.

 

www.municipio.re.it/rosebud








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