Il primo congresso del PCd’I a Villa Mancasale

Pubblichiamo il racconto di Giannino Degani sulla nascita del partito comunista e Reggio Emilia. L’articolo è tratto da Testimonianze di comunisti reggiani, a cura di Alfredo Gianolio, pubblicato in occasione del 60° anniversario nei Quaderni della federazione del PCI di Reggio Emilia
 

Il primo congresso del PCd’I a Villa Mancasale.  Il convegno della frazione comunista - Al n. 20 di vià Caggiati la prima sede della Federazione - Camillo Montanari segretario politico - Nella Cooperativa dei metallurgici di Villa Mancasale il primo congresso provinciale
di Giannino Degani

Tracciare, sia pure sommariamente la storia del Partito comunista nella provincia di Reggio è sommamente difficile per la mancanza quasi assoluta di documenti scritti, scomparsi o volontariamente distrutti i più, per necessità cospirativa. Il che rende queste note estremamente lacunose. Le poche notizie che qui si riferiscono, derivano per la maggior parte da testimonianze verbali di Bruno Cattini, Aldo Ferretti, Scanio Fontanesi, Avvenire Paterlini, Desiderio Cugini che appartennero ai primi gruppi giovanili comunisti; nonché di Cesare Campioli, Luigi Marzi e Luigi Tagliavini che dopo di aver militato nel Partito socialista passarono nel 1924 con la Frazione terzinternazionalista al Partito comunista. (nota di Alfredo Gianolio)

Le premesse della fondazione del Partito Comunista nel Reggiano debbono essere ricercate nel formarsi delle tendenze che si erano manifestate in seno al Partito Socialista ed avevano determinato la formazione di tre correnti: unitaria, massimalista, comunista. Esisteva, infatti, sulla fine del 1920 a Reggio, una frazione comunista già articolata in frazione comunista provinciale e frazione giovanile comunista. La frazione comunista, come preparazione al Congresso che doveva essere convocato qualche giorno dopo, cioè il 19 dicembre 1920, indiva un convegno provinciale per la discussione del seguente o.d.g.: l) nomina della presidenza; 2) programma della frazione (relatore Petit-Bon); 3) preparazione del Congresso provinciale e nazionale (relatore Belloni); 4) propaganda (relatore Belloni); 5) varie I. Nel convegno veniva data comunicazione che la frazione comunista era stata riconosciuta dalla Terza Internazionale. Al termine del Congresso tenutosi il 19 dicembre 1920, la votazione del gruppo comunista di città e provincia dava i seguenti risultati su tre mozioni: - Mozione Serrati-Baratono: voti 176. - Mozione Baldesi-D'Aragona: voti 69. - Mozione Bombacci: voti 352. Il Convegno provinciale della frazione giovanile, in data 19 dicembre 1920, approvava il seguente o.d.g.: "1 comunisti della provincia di Reggio Emilia, riuniti a convegno il 19 dicembre 1920; vista la situazione creatasi in seno al Partito Socialista nel rapporto con la Terza Internazionale, ritenendo che il movimento non possa essere ancora un semplice e solo movimento culturale quando deve e dovrà affermarsi nel campo rivoluzionario come movimento d'azione e d'avanguardia; delibera ·di aderire incondizionatamente a quel partito che verrà riconosciuto dalla Terza Internazionale, pur tenendo presente che compito principale della FGCI dovrà essere la divulgazione dei principi che informano il programma dell'Internazionale comunista, la preparazione demolitrice e ricostruttrice che è la base fondamentale del programma comunista". I giovani comunisti facevano parte inoltre del gruppo giovanile che comprendeva socialisti e comunisti e che si riunì in assemblea il 22 dicembre 1920. Dopo la scissione del Partito Socialista a Livorno avvenuta il 21 gennaio 1921 [fu chiamato a far parte dell'esecutivo del Comitato centrale anche il reggiano Bruno Fortichiari] e che segnò la fondazione del Partito comunista italiano, anche· a Reggio si staccarono dal Partito Socialista circa 2.000 iscritti e 4.000 dalla Federazione Giovanile. La Federazione Comunista di Reggio ebbe la sua prima sede provvisoria in via Caggiati n. 20, presso Piccinini Ulisse ed era così costituita: segretario politico, Camillo Montanari; vice segretario politico, Lodovico Petit-Bon; segretario amministrativo, Arturo Belloni; cassiere, Settimio lotti; incaricato alla propaganda, Bruno Rondini. La Federazione pubblicò il 12 febbraio 1921 un numero di saggio intitolato. "Il lavoratore comunista". Nell'editoriale veniva fatto l'esame della situazione del Partito socialista, dopo la scissione di Livorno. Al Partito socialista veniva mossa l'accusa di orientarsi rapidamente a destra. Nell'articolo" Appena nati", si affermava tra l'altro: "Partito nuovo che sorge per rompere tutta una scuola di vecchie tradizioni. Che, fuori dalle esperienze dei tempi odierni, non corrisponde più ai sentimenti e all'animo del proletariato, e per creare un nuovo e potente organismo centralizzato, che dia anche domani l'audace minoranza (censurato). - Tale è il lavoro che noi dobbiamo compiere in mezzo alle masse per unirle a noi, per portarle sul vero terreno della lotta (censurato) di classe che si svolge in questo burrascoso dopoguerra tra borghesia e proletariato. Noi siamo sicuri che, passato quel primo momento di incertezza e di diffidenza che le masse hanno per naturale istinto verso di noi, esse si orienteranno verso il solo ed unico partito.' che è rimasto fedele alla Internazionale di Mosca;· e allora il Partito comunista, che è partito di· avanguardia [...] si appresterà al duro e faticoso lavoro di ricostituzione della nuova società comunista" . Il lavoro di organizzazione e di reclutamento, si svolse sia nei confronti delle masse, sia nei confronti del Partito Socialista. Il Comitato provvisorio indiva per il 17 aprile 1921, nella sede della Cooperativa metallurgici di Villa Mancasale, il primo congresso provinciale del Partito, sezione della Terza Internazionale, per la discussione, del seguente o.d.g.: 1) comunicazione del Comitato provvisorio; 2) organizzazione e propaganda comunista; 3) rapporto con le leghe di mestiere; creazione dei gruppi comunisti nei sindacati; amministrazioni comunali; 4) elezione e stampa; 5) rapporti col Movimento Giovanile; 6) nomina del Comitato Provinciale; 7) minori e varie. Con circolare inviata il 21 maggio 1921 il Comitato Esecutivo convocava per le 8.30 del 29 maggio nella della Cooperativa di Villa Cavazzoli tutti i fiduciari della provincia, “allo scopo di rinsaldare la nostra organizzazione scossa dalla reazione tuttora imperversante”; nel contempo oltre all'invito ai fiduciari di far pagare agli iscritti le quote mensili per sopperire alle spese della preparazione elettorale, venivano invitati i fiduciari stessi a portare un elenco in duplice copia degli iscritti per la Federazione e per la Direzione. Per il 2 luglio 1921 venivano inoltre convocati nella stessa sede i segretari della sezione adulta e giovanile per la costituzione dei gruppi edili comunisti, per la revisione degli iscritti e si richiamavano le norme pubblicate nel “Comunista", organo nazionale del Partito, edito a Roma. Il Comitato provinciale comunista di soccorso alla Russia, in data 5 settembre 1921, invitava gli iscritti al Partito a versare un'offerta che sarebbe stata raccolta presso la solita sede di Mancasale e la circolare citava come esempio gli operai delle "Reggiane" i quali avendo sottoscritto per un minimo di L. l0 gli adulti e L. 5 i giovani, avevano raccolto circa 4.000 lire. Anche a Reggio, in seno al Partito Socialista dopo la scissione di Livorno, sì era formata una frazione Terzinternazionalista detta dei "terzini". I "terzini" pubblicavano il settimanale "Più Avanti", la rivista "Pagine Rosse", ed il periodico "La Scintilla". Il 1 maggio 1922, si celebrò per l'ultima volta in un pubblico comizio al canto della Internazionale, la giornata dei lavoratori, mentre i fascisti si riparavano dietro i cordoni delle guardie regie. I giovani comunisti esposero la bandiera rossa nel Teatro. Nei primi giorni del febbraio 1923 venivano effettuati degli arresti [Alfredo Mussini operaio delle "Reggiane" fiduciario e corrispondente con Milano, Lodovico Busani, Enea Lesignoli, Pietro Donai, Enrico Mari, Remigio Mari, Alfredo Sassi, Ernesto Naldi, Arturo Belloni, Settimio lotti, Lodovico Petit-Bonn, Ottorino lotti, Giovanni Bigi, Torquato Gobbi, Angelo Curti, Francesco Miari, Domenico Cavecchi. Gli arrestait furono poi rilasciati ad eccezione di Mussini e Cavecchi] ed il Prefetto ordinava la chiusura del Club Socialista. In quello stesso anno mentre giovani comunisti diffondevano alle operaie del calzificio, davanti all'ingresso della fabbrica, il giornale "La Compagna", compivano violenze i fascisti. In appoggio ai giovani comunisti intervennero le operaie. Dopo il fatto si iniziò una agitazione che durò tre giorni entro e fuori la fabbrica. Espulsi dal Partito Socialista, i "terzini", si fusero con i comunisti nel 1924.
GIANNINO DEGANI

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