Novità

Voltare pagina.
Il giornalismo reggiano dopo la Liberazione (1945-1951)
In ricordo di Giorgio Morelli «Il Solitario»

Un ragazzo con il Tricolore che entra nella nostra città, finalmente libera. È l’immagine che ci rimane nella memoria e nel cuore, l’immagine di Giorgio Morelli, il partigiano Il Solitario, il suo pianto di gioia nel riprendersi finalmente la libertà tanto desiderata. Verso Morelli Reggio a probabilmente più di un debito, di riconoscenza, di verità, di memoria. Il Convegno Voltare pagina, organizzato da Istoreco con la collaborazione del Comune e della Provincia è un primo passo per colmare questo debito. Un passo che viene fatto con gli strumenti più corretti, quella della riflessione storiografica rigorosa, del recupero delle fonti, della verifica delle testimonianze, oltre le sterili polemiche, ma nella volontà di recuperare la
complessità e la ricchezza di un percorso, purtroppo cronologicamente breve per la tragica fine del Solitario, ma capace di toccare e di mettere a frutto igrandi talenti che a Morelli erano stati affidati...

 
Novità

Dalla vecchia Reggio al mondo nuovo. Economia, società e primo socialismo a Reggio Emilia 1886-1901

Nella memoria storica locale la Reggio di fine Ottocento si è sedimentata nella immagine della «vecchia Reggio». Si tratta di un luogo fortemente evocativo, talora trasfigurato dalla produzione artistica e storiografica reggiana in tratti stereotipati, che ha attraversato l’immaginario collettivo locale lungo gran parte del Novecento. È la Reggio avvolta dalla magia dei lampioni a gas, delle carrozze a cavallo e del teatro dei «signori» che riflette l’anima borghese della città ottocentesca. Questa immagine oleografica si contrappone alla raffigurazione del mercato della piazza «grande» e dei miseri ambienti popolari addossati alle mura cittadine, testimonianze di un contesto socio-economico che perpetua rapporti sociali tradizionali destinati ad alimentare l’ansia di riscatto del socialismo umanitario prampoliniano...

 
Novità

Reggio Emilia: femminile plurale.
Storie di donne che fanno e organizzano che creano e inventano

Tredici interviste a donne reggiane molto attive nella città. Tredici donne diverse tra loro per età, carattere, formazione e ruolo professionale, ma con un comune denominatore: per tutte la realizzazione personale avviene soprattutto nel lavoro, nel fare qualcosa per migliorare la vita della comunità. Tutte dicono di amare la loro attività, che svolgono in assoluta autonomia rispetto alle figure maschili di eventuali mariti e compagni, e il lavoro le spinge a superare lo stretto ambito provinciale, le proietta verso il futuro in una dimensione a volte internazionale.
Queste tredici storie sono dedicate particolarmente ai giovani che si stanno interrogando sul proprio futuro professionale. Sono un esempio concreto di come si possa sconfiggere lo stereotipo del facile successo, affidato prevalentemente alla bellezza fisica e alle “relazioni che contano”...

 
Novità

Papà Weidt

Papà Weidt racconta la storia di Otto Weidt, tedesco ipovedente che fondò agli inizi degli anni ’40 a Berlino una piccola azienda per la produzione di spazzole e scope, dove fece lavorare soprattutto ebrei non vedenti.
Istoreco e l’Istituto “G. Garibaldi” per i Ciechi hanno pensato di pubblicare anche in Italia questo libro, edito fino ad oggi solo in Germania. Il desiderio è far conoscere questa piccola grande storia di solidarietà, convinti che non sia mai troppo presto per insegnare concetti come quello del rispetto, della tolleranza, dell’amore e dell’eguaglianza tra gli uomini.

 

Hai visto che storia?

Incredibile quanti non la vedano, non l'ascoltino.
Incredibile quanto sia invece determinante per la nostra quotidianità anche se facciamo finta di niente.
Incredibile quanto possa essere anche incoraggiante, per esempio la storia della Resistenza.
Bella storia.
Solo se guardi al passato vedi anche il futuro. E capisci che niente è automatico, né la brutta storia, né il desiderato lieto fine. 
Capisci che il tempo ci tiene legati e che il percorso lo decidiamo noi. Ogni volta...

 

22.000 BOMBE SU REGGIO EMILIA Bombardamenti alleati e vita (e morte) quotidiana 1940-1945

La guerra aerea del 1943-45 ha colpito pesantemente il territorio reggiano, scaricando i suoi tragici effetti soprattutto sui civili inermi, oltre che sulle strutture industriali, militari e ospedaliere.La ricerca di Amos Conti e Michele Becchi racconta con immagini e documenti i bombardamenti della seconda guerra mondiale sulla città di Reggio Emilia e su molti comuni della provincia. Per la prima volta l’accesso agli archivi italiani, americani e inglesi ha permesso di descrivere con maggiori dettagli molte delle centinaia di incursioni aeree sulla nostra provincia.

 

GUIDA 15 sentieri partigiani

NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E CORRETTA 
Questo libro è un invito a camminare sui sentieri dei partigiani, un invito ad uscire dalla vita consueta e a mettersi in cammino.
Lentamente, un passo dopo l’altro, scoprire lo splendido scenario dell’Appennino reggiano, e scoprire il tesoro della storia antifascista. Solo tornando sui luoghi di queste storie si può comprendere quel desiderio di giustizia che ha spinto i partigiani a combattere.
Ascoltare i luoghi per capire la scelta di diventare partigiano, le sofferenze che questa scelta ha comportato...

 

Mappa storica di Reggio Emilia 1943-1945

Ad oltre 10 anni dalla pubblicazione della mappa “Storia in città. Fascismo e Resistenza nelle strade di Reggio”, abbiamo ritenuto necessario, alla luce della recente ricerca storiografica, e compatibilmente con la natura del presente lavoro, fornire ai cittadini reggiani uno sguardo più articolato sulle molteplici realtà della seconda guerra mondiale e del movimento di Liberazione.
La nuova versione della mappa (che propone un capitolo sulla vita quotidiana), infatti, è affiancata da questo fascicolo con 6 itinerari che percorrono la città storica e toccano i luoghi più significativi (noti e meno noti) dell'occupazione nazista, del fascismo repubblicano e della Resistenza. 

Buona passeggiata.

 

La Costituzione disegnata

Insegnare la Costituzione
E’ cosa ardua e pericolosa.
Ardua perché si rischia di impartire lezioni di retorica patriottarda buone sole a darsi pacche sulle spalle, invece di diventare cittadini maturi e consapevoli, attori quotidiani della propria partecipazione alla cosa pubblica. Citoyens, appunto, alla giacobina, oppositori di antico regime restauratore e assoluto, cittadini che hanno nel proprio patrimonio la lezione dell'Iluminismo, del Risorgimento e della Resistenza, e quindi agiscono e rispettano, allo stesso tempo. E' cosa pericolosa, perché a imparare o leggere la legge fondamentale dello Stato, la Costituzione, si può diventare anche dei ribelli, dei sovversivi che vogliono vederla applicata, quella Legge...

 

PICCOLE DONNE CRESCONO
Memorie di donne della pianura reggiana
1930-1945

«Quando andavo al cimitero di Vetto, c'era la tomba di un soldato tedesco.
Era sempre senza fiori, senza niente.
Senti, a me faceva una pena che tu non ne hai un'idea.
Perché pensavo: è un soldato.
Pensavo alla sofferenza che abbiamo avuto noi per i nostri morti in Russia, sepolti in terra straniera senza neanche un fiore.
Pensavo alla sofferenza o della madre o della moglie o della sorella di questo soldato tedesco che non sapeva dove era sepolto e non sapeva nemmeno come era morto.
Cioè la donna è sempre donna: la donna è nata per dare la vita, di fronte alla morte la donna ha pensieri e reazioni completamente diversi dall'uomo».

 

20 MESI PER LA LIBERTA'.
La guerra di Liberazione dal Cusna al Po

Le occasioni come il 60° della Liberazione si pongono come scadenze importanti in uno scorrere del tempo che lascia sempre meno occasioni di riflessione sulla nostra comune vicenda storica, una vicenda che rimane alla base della identità della nostra comunità locale e nazionale. Un nodo problematico e affascinante.
Questo 20 mesi per la libertà è stato pensato e realizzato per quanti non hanno vissuto l’esperienze storica della Resistenza. Quindi in primo luogo per i giovani, per gli insegnanti, per tutte le persone interessate a capire meglio le nostre radici, il processo di formazione della nostra identità democratica. 

 

LE PIETRE DOLENTI
Dopo la Resistenza: i monumenti civili, il Pantheon delle memorie a Reggio Emilia.

l progetto di catalogazione e archiviazione dei monumenti alla Resistenza e alla Seconda guerra mondiale si è concretizzato in un'opera fortemente innovativa poiché in grado di relazionare memoria e segni della memoria dell'intero territorio della provincia di Reggio, e non solo. Il volume contiene un repertorio fotografico formato da più di cinquecento fotografie (Foto Mario Crotti e Archivio Istoreco) che riproducono tutti i monumenti presenti sul territorio. Inoltre la pubblicazione è dotata di un corpo di restituzioni cartografiche attraverso il quale è possibile riuscire a delineare dei veri e propri "sentieri della memoria partigiana".

 
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